“Ma quale tangente? Una tangente del c?” È un Raffaele Fitto oltremodo adirato quello che oggi si è presentato davanti ai giornalisti dopo la condanna a 4 anni per corruzione, abuso d’ufficio e finanziamento illecito dal Tribunale Penale di Bari insieme a Giampaolo Angelucci e altri.

“Sono stato condannato da magistrati organici fra loro con intenti di carattere politico. Ma se qualcuno pensava che avrei fatto un passo indietro, io avviso che ne farò due avanti, a schiena dritta per vincere le elezioni”.

In sala oltre a tutte le testate giornalistiche sono presenti numerosi sostenitori ed esponenti politici del Pdl pugliese compresi numerosi deputati, consiglieri regionali che sovente applaudono Fitto, affiancato dal suo legale l’on. Francesco Paolo Sisto. “Io ho seguito tute le udienze e ritengo che il diritto alla difesa e’ stato stravolto specie rispetto ai tempi delle udienze”.Pesanti le accuse rivolte al collegio giudicante, la Seconda sezione del Tribunale presieduta dal giudice Luigi Forleo, “un processo cominciato praticamente nel 2001 – ricorda l’ex ministro – ma che poi il collegio giudicante ha portato avanti con una tempistica davvero singolare: fino a 5 udienze alla settimana, alcune con una durata di 10-12 ore; fino a otto udienze in un mese e tutto questo, ritengo, per arrivare ad una condanna proprio in questi giorni di elezioni”. Fitto ha fatto esempi di altri processi che con ben altra tempistica si sono conclusi con prescrizioni e assoluzioni come nel caso del famoso “processo Arcobaleno”.

Oggi Berlusconi sara’ a Bari – ha detto ironicamente l’esponente del Pdl – e questo è il benvenuto della magistratura barese – ricordando poi che dall’ex premier – ho ricevuto sentimenti di stima e affetto personali del quale lo ringrazio”.

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