Dopo aver riconquistato l’elettorato pugliese, Fitto passa alla resa dei conti con il governatore Vendola: «La sinistra pugliese ha condotto tutta la campagna elettorale chiedendo consenso ai cittadini sulla base del buongoverno alla Regione Puglia. Erano candidati Vendola e mezza Giunta ed hanno clamorosamente perso, quindi è evidente che il giudizio dei pugliesi è di sonora bocciatura. L’ultimo anno è passato non parlando di Puglia, ma di una sorta di psicodramma interno alla sinistra, con ricadute sull’intera regione, su se e quando il Presidente si sarebbe dimesso e su se e quando si sarebbe votato». Il tallone d’Achille del presidente della Regione Puglia, su cui si è accanito anche l’Udc, guidato in Regione da Salvatore Negro, è proprio l’assenza reiterata del governatore: un’assenza che l’elettorato pugliese ha voluto punire, secondo l’interpretazione dell’ex ministro di Maglie.

 

 

«Oggi abbiamo votato. Il risultato sarà oggetto del dibattito politico e il nostro giudizio è chiaro, chiosa Raffaele Fitto, ma va posto con forza un problema che riguarda il rispetto delle Istituzioni della nostra Regione, e che mi auguro trovi una immediata risposta. Per rispetto a tutti i cittadini pugliesi Vendola deve dire oggi con chiarezza se opta per la Camera dei Deputati o se resta in Regione. Pur sapendo benissimo che la Legge gli consentirebbe di aspettare fino al 15 marzo e poi altri 60 giorni, non è immaginabile che la Puglia, i pugliesi e tutti i serissimi problemi che ci sono sul tappeto restino appesi ai suoi destini politici per altri tre mesi. E’ questo un dovere istituzionale per il quale oggi, e ribadiamo oggi, chiediamo che Vendola dia una risposta chiara ai cittadini».

Se è vero che Grillo ha causato uno Tsunami nella politica pugliese e nazionale, è anche vero che per Fitto il risultato delle urne è una vittoria, visto come si erano messe le cose nei sondaggi: l’ex ministro ha vinto in Puglia ed è il leader incontrastato del centrodestra, senza la vecchia opposizione di Mantovano e Poli nel Salento. Ci sarà pure qualche scontento in provincia di Lecce, ma il politico magliese con le sue mosse è riuscito ad affermarsi a Bari e nel nord della Puglia, mettendo una seria ipoteca sulle regionali che potrebbero svolgersi a breve. Ora Fitto sa che il centrodestra potrebbe affermarsi, se si dovesse andare al voto tra qualche mese: ecco perché incalza Vendola. La sinistra, però, è in stato confusionale, mentre gli attivisti del Movimento 5 Stelle continuano a festeggiare.

Amara la considerazione del presidente del Consiglio Regionale, Onofrio Introna, che riflette sul fatto che ora sarà difficile governare anche la Puglia: «Il risultato elettorale ci consegna una Puglia frammentata, politicamente scompaginata. Il centrodestra vince a piene mani al Senato. Italia Bene Comune di Bersani, Vendola e Tabacci conquista la maggioranza con 21 eletti alla Camera. Scompare l’Italia dei Valori con la sua Rivoluzione Civile, l’UDC è ridimensionata e restano poche tracce della destra storica, che pure ha sempre avuto radici solide e profonde nella nostra regione. Tutti sconfitti o quasi, quindi, per non essere stati in grado di interpretare e intercettare il malessere e, soprattutto, per non aver saputo dare ascolto alle grida di dolore sociale che salivano forte dalle nostre ragazze e ragazzi disoccupati o precari, dall’assurda condizione degli esodati, dai nostri lavoratori sempre più respinti nel limbo della cassa integrazione e della mobilità, a causa della profonda crisi attraversata dalle grandi e piccole imprese, dalle famiglie e dai pensionati». In mattinata, si aggiungono anche le amare riflessioni di Salvemini, che ritiene difficile continuare a governare la Puglia: necessario prepararsi al più presto per nuove elezioni, perché gli elettori hanno mandato un segnale chiaro.

Per Vendola l’orbitare intorno al sette per cento del Sel è una débacle. Suona il campanello d’allarme per le regionali: alle politiche anche la figura di Emiliano ne esce ridimensionata. Il centrodestra affila le armi con Schittulli e altri possibili candidati alla presidenza. Il commento di Palese, neo eletto alla Camera, la dice tutta sull’entusiasmo che si respira negli ambienti del Pdl e sulla convinzione degli uomini di Berlusconi che questa volta la Puglia non sceglierà il centrosinistra: «Alla Regione, nonostante la frammentazione del consenso, il populismo dilagante e i tentativi, anche di certa magistratura, di delegittimare il Pdl e il suo leader pugliese, ma come sempre la quantità di fiducia che i cittadini pugliesi hanno dimostrato di avere in noi, ha superato ogni aspettativa. Grazie al Presidente Berlusconi e a Raffaele Fitto e grazie ai tanti cittadini pugliesi che ci hanno dato convintamente fiducia. Saremo all’altezza della responsabilità che ci hanno affidato»

 

 

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