Grillo non darà la fiducia a Bersani: lo ha dichiarato nel pomeriggio. Nicola Fratoianni, però, ci crede ancora e non dà importanza alle dichiarazioni fatte a caldo: «Lavoreremo su di un programma che possa essere accettato anche dal Movimento 5 Stelle. Noi del Sel siamo per il reddito di cittadinanza». Insomma, Vendola è al lavoro per convincere Bersani a presentarsi con pochi punti, inclusa la riforma della legge elettorale e la legge sul conflitto d’interessi,  sui quali far convergere gli attivisti di Grillo. Anche se la chiusura netta di Grillo, arrivata oggi, potrebbe essere, come commentano alcuni, un alzare la posta, complica le cose e rende più incerti gli scenari. Nel Pd si scatena la resa dei conti: domani si riunirà la direzione pugliese del partito e sono previste scintille.

 

 

In molti chiedono le dimissioni di Sergio Blasi, l’assessore Fabiano Amati in primis: la bacheca fb del segretario regionale è piena di commenti amari e di sollecitazioni alla responsabilità. Ore difficili, rese ancora più dure dal commento di Bersani: «In Puglia il risultato più problematico». Un guaio per tutti gli uomini del centrosinistra pugliese, anche per la corsa alla presidenza regionale che stava preparando Michele Emiliano. In Puglia ci sono troppi punti di distacco dal Pdl: alla Camera il 28,92, contro il 18,48, mentre al Senato il 30,21 del Pdl contro il 20,17 del Pd. Un gap di  circa 10 punti è pesantissimo per chi governa la Regione.

La posizione più difficile è quella di Loredana Capone: ha vinto le primarie, ma resta fuori dal Parlamento, scavalcata da Salvatore Capone, che era dietro di lei nelle consultazioni di coalizione. Un pasticcio che solo con un incarico da ministro o alla presidenza di una delle due Camere alla Finocchiaro potrebbe essere risolto. Poi, c’è il caso La Torre, che fa irritare ancora di più l’attuale vicepresidente della Regione Puglia: il senatore uscente è stato candidato nelle prime posizioni senza partecipare alle primarie. Tutto liscio come l’olio per certi blindati del Pd, che in questo modo hanno reso le primarie un esercizio retorico.

Ora si apre il problema Regione Puglia, con tre assessori in partenza: Dario Stefano (Sel), Michele Pelillo(Pd) e Nicola Fratoianni, già assessore esterno ed ora deputato blindato da Vendola. Bisogna fare un piccolo rimpasto per una giunta che potrebbe durare anche pochi mesi. Per quanto riguarda l’Assessorato alle Risorse agroalimentari, è già pronto un sostituto: Angelo Di Sabato, eletto nella lista ‘La Puglia per Vendola’. Più difficile individuare il nuovo assessore al Bilancio. Tutte le scelte sono legate agli scenari nazionali e la chiusura di Grillo fa temere il ritorno alle urne imminente. Ora Vendola cerca di fare il pontiere con il Movimento 5 Stelle per delineare un futuro di riforme urgenti: impossibile rispondere a Fitto, che gli chiede, mettendo il dito nella piaga, se vuol rimanere in Puglia o meno. Troppe incertezze, una fase complicata per una Puglia con la giunta in agonia, punita dagli elettori.

 

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