Lo scorso  7 febbraio il Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce pubblica l’accoglimento del ricorso avanzato da un gruppo di cittadine e cittadini di Salice nei confronti della Giunta Comunale, inerente la mancata nomina, al suo interno, di esponenti femminili. Ciò al contrario di quanto dichiarato in campagna elettorale dall’allora candidato Sindaco Tondo il quale, pubblicamente, aveva promesso alla cittadinanza salicese di inserire all’interno dell’organico decisionale una donna, indipendentemente dalla effettiva elezione

 

In base all’esito del ricorso, Tondo deve azzerare la Giunta. Qui di seguito le dichiarazioni di Fania Alemanno, prima candidata nell’allora lista “Salice Bene Comune”, lista vincitrice delle consultazioni comunali, con Tondo Sindaco, poi firmataria del ricorso.

“Colgo con riconoscenza la disponibilità  di tutti gli attuali Assessori a lasciare l’incarico dimostrando alto senso di responsabilità e dedizione verso il paese. Quella della ridefinizione di una nuova giunta che comprenda anche la presenza femminile è, a mio parere, la scelta più giusta e rispettosa delle esigenze politiche, non solo locali, ma nazionali. È infatti interessante sottolineare come i componenti dell’attuale maggioranza cittadina appartengano a Pd e Sel, proprio i due principali partiti che hanno ritenuto costituzionalmente imprescindibile la presenza del 50% di donne eleggibili sia in parlamento che alla camera, alle prossime politiche del 24 e 25 febbraio. Questa politica nazionale, pertanto, presuppone che soprattutto a livello locale i politici s’impegnino a rispettare la reale e necessaria rappresentanza di entrambi i generi.

Appellarsi al Consiglio di Stato rappresenterebbe invece, l’ennesima intenzione di non volersi assumere le responsabilità decantate durante la campagna elettorale e vorrebbe dire anche impegnare ulteriori soldi pubblici salicesi in una “battaglia” che, invece, può tranquillamente risolversi con il buon senso. Quel buon senso tanto invocato dal Sindaco Tondo.

Mi riferisco a quel buon senso che l’attuale posizione politica che l’Ass. Ruggeri, in quanto  candidato di Sel  al Parlamento dovrebbe aver condiviso proprio in vista della sua nuova sfida politica. Quella etica politica tanto declarata dal Presidente Vendola e che, presumo, rappresenti principio condiviso imprescindibile del passaggio di Ruggeri dall’Udc a Sel.  Ed é in virtù di questo principio che non riesco ad interpretare le dichiarazioni rilasciate della stesso, che invece pare contraddirsi.

Il monito é: si pensi alla politica, si faccia politica. Dimostriamo ai cittadini di saper gestire le situazioni critiche, piuttosto che subire, difendendosi. Non sprechiamo questa occasione di confronto e costruzione.

Ripercorrendo quanto accaduto questa possibilità era già emersa: prima di adire le vie legali, infatti, le ricorrenti ed i ricorrenti avevano già “sollecitato” con una diffida un intervento del Sig. Sindaco, chiedendogli “bonariamente” di ripristinare la correttezza giuridica e “politica” del suo operato, con l’inserimento di un rappresentante femminile in giunta. E’ stato solo a valle del suo silenzio e delle sue misogine affermazioni secondo cui “a Salice non c’erano donne preparate e disponibili”, che si è ritenuto opportuno ricorrere al Tar per affermare un principio di parità che, nazionalmente è pacificamente rispettato. Lo ripeto: adesso è la politica ed il buon senso che deve prevalere.

Prima di azzardare ulteriori interpretazioni giuridiche che, già in passato, sono costate ai cittadini il conferimento di incarichi difensivi onerosi, si faccia politica. Si eviti di mortificare ulteriormente le donne ricorrendo alla giustizia per vedere garantita la dignità attraverso la loro presenza in giunta. Il sindaco si rifaccia al rispetto di quei valori costituzionali sui quali ha giurato al momento del suo insediamento”.

 

 

 

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