Alessio Perrone si deve ritenere un soggetto pericolo e per il Tribuale del Riesame non può seguire le lezioni universitarie perché si trova agli arresti domiciliari. Alessio, figlio di Tonio Perrone, il boss dalla cui storia di vita è stato ispirato il film “Fine Pena Mai”, deve scontare cinque anni di carcere

dopo aver incassato una condanna in primo grado in abbreviato per aver fatto parte di un presunto gruppo specializzato nell’usura. Nonostante i suoi guai giudiziari, il giovane trepuzzino ha intrapreso un percorso riabilitativo ottenendo una prima laurea in Scienze Politiche e decidendo di iscriversi anche a Giurisprudenza all’Università del Salento. Per il Tribunale del Riesame si deve ritenere un soggetto pericoloso che non può seguire le lezioni universitarie perchè confinato agli arresti domiciliari. Lo studentedopo un primo rigetto all’istanza di frequentare le lezioni da parte della Corte d’Appello, l’avvocato difensore Ladislao Massari aveva presentato ricorso dinanzi ai giudici del Tribunale del Riesame perché il diritto allo studio è costituzionalmente sancito. Nei giorni scorsi è arrivata la decisione dei giudici che rimarcano “l’imputato possa soddisfare tale esigenza senza necessariamente frequentare le lezioni limitandosi a sostenere gli esami previsti e che l’autorizzazione richiesta consentirebbe all’imputato per buona parte della giornata una libertà di movimento sostanzialmente piena e non suscettibile di agevole controllo”.

 



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