“Una motivazione debolissima, faremo ricorso. Non si può arrestare una iniziativa di così forte impatto innovativo ”. L’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia commenta la decisione del governo nazionale di impugnare la legge regionale  della  Puglia n. 43 del 2012, che regolamenta i Gruppi di Acquisto Solidale.

“Appare evidente – prosegue – come si tratti di una ulteriore occasione persa dal governo tecnico di sostenere un procedimento legislativo fortemente innovativo, con cui la Puglia intende avvicinare i produttori ed i consumatori, nel solco della sostenibilità ambientale. È un ulteriore schiaffo alla Puglia che ha misurato la sua capacità di ripartire dalla agricoltura, con le proprie gambe e con la propria forza identitaria”.
“La censura poggia su motivazioni piuttosto deboli – anticipa l’assessore –  poiché la locuzione “i prodotti trasportati all’interno del territorio regionale” inserita quale elemento di specificazione all’art. 3  della legge che recita, “prodotti agroalimentari a chilometro zero: i prodotti per il cui trasporto dal luogo di produzione al luogo previsto per il consumo si produce meno di 25 chilogrammi di CO2 equivalente per tonnellata e comunque i prodotti trasportati all’interno del territorio regionale”  è da intendersi nel senso di “prodotti recapitati all’interno del territorio regionale”.
“Una precisazione  – sottolinea l’assessore –  che non intende privilegiare i prodotti agricoli di origine pugliese, bensì sottolineare che sono da considerare a chilometro zero i prodotti agricoli “trasportati”, cioè “consegnati” per il consumo all’interno del territorio regionale, ferma restando la condizione del limite dei 25 kg/ton di emissione di CO2.  Non è dato rilievo dunque al luogo di produzione, che potrebbe naturalmente non essere solo pugliese, ma la circostanza che il prodotto, anche di altra regione o di altro Stato, sia comunque trasportato in un luogo di consumo nel territorio regionale. Ciò avviene, infatti, anche nel caso di trasporto navale, aereo o ferroviario, posto che comunque è necessario un ulteriore spostamento del prodotto per raggiungere dal porto o dall’aeroporto o dalla stazione ferroviaria, il luogo di consumo che, come detto, deve esser posto all’interno del territorio regionale”.

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