I carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Lecce, coordinati dal maggiore Nicola Candido, hanno depositato presso la Procura della repubblica del capoluogo salentino un dossier relativo ad una prima tranche degli accertamenti eseguiti nell’ambito delle indagini sulle presunte contaminazioni

da materiale bellico nel poligono militare di Torre Veneri situato a Frigole, nel territorio leccese. Il fascicolo d’inchiesta sulla base salentina dell’Esercito italiano e’ nelle mani del sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone. Si ipotizza il reato di gestione illecita di rifiuti. I carabinieri del Noe, nei giorni scorsi, hanno ascoltato alcuni ufficiali dell’Esercito ed eseguito sopralluoghi presso i depositi di stoccaggio temporaneo del poligono. Inoltre sono stati anche acquisiti documenti, compresi quelli riguardanti la relazione su Torre Veneri stilata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito. L’organismo parlamentare, presieduto dal senatore Rosario Giorgio Costa, ha svolto un articolato lavoro che ha anche riguardato il controllo della regolarita’ delle bonifiche sia a terra, sia nell’area marina su cui si affaccia il poligono. In particolare, sui fondali sarebbero stati individuati residui di proiettili. La stessa Commissione ha, comunque, rilevato che le analisi eseguite a Torre Veneri nel 2007 e nel 2010 da Arpa Puglia hanno dato esito negativo in merito alla presenza di uranio impoverito. Le verifiche del Noe continuano.

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