La gara in notturna del Via del Mare che vedrà opposto il Lecce al Como di mister Paolucci avrà un protagonista d’eccezione: il gallipolino Alessandro Scialpi. Il centrocampista classe ’92 torna nel Salento da avversario con l’etichetta dell’ex di turno

pronto a mettere i bastoni tra le ruote ai “Toma boys” nel momento topico della stagione. Approdato alla corte della squadra comasca la scorsa estate, Scialpi è il classico metronomo dai piedi educati dotato di ottima visione di gioco e in grado di dettare i tempi. Dopo la decennale trafila nel settore giovanile del Lecce, condita da una breve parentesi genoana, il promettente regista del Como torna al Via del Mare con la smania di mettersi in luce sotto i riflettori della sua madre calcistica.

 

Per lei che è un salentino, che significato ha questa partita?

“E’ semplicemente la partita più importante da quando gioco a calcio. Giocare contro la mia squadra del cuore ha un sapore particolare e se verrò chiamato in causa spero di fare bene”.

Con quale spirito affronterete questo Lecce?

“Come ha già dichiarato il nostro allenatore, scenderemo in campo per fare risultato. Sappiamo che il Lecce è una squadra ben al di sopra di questa categoria, ma noi proveremo a fare punti anche al Via del Mare. Considerata la nostra classifica giocheremo ogni partita come una finale, compresa quella di questa sera”.

Nella gara di andata i giallorossi hanno recriminato per delle presunte sviste arbitrali che hanno pesato sul risultato finale. Qual è il suo pensiero a tal proposito?

“Non mi piace parlare di arbitraggi, tuttavia credo che i direttori di gara siano degli essere umani e possono sbagliare come i giocatori e gli allenatori.  Avvengono sempre errori a favore e contro, ma fa parte del calcio”.

Anche lei avvalora la tesi che le squadre esprimono il massimo solo contro il Lecce?

“Credo che ogni partita valga tre punti a prescindere da chi sia l’avversario da affrontare, ma in Lega Pro se hai l’opportunità di misurarti contro giocatori del calibro di Chevanton, Giacomazzi, Jeda e Benassi gli stimoli sono automaticamente raddoppiati”.

Cosa ne pensa della nuova guida tecnica giallorossa?

“Personalmente non conosco Antonio Toma ma i risultati parlano a suo favore. Dall’esterno ho notato che mister magliese ha portato grande entusiasmo all’ambiente, e anche alcuni miei colleghi ne dicono un gran bene dal punto di vista squisitamente professionale”.

La scorsa estate il Lecce ha ritenuto opportuno non puntare su di lei e la sua comproprietà tra il Varese e il Lecce si è decisa alle buste in favore dei lombardi. Per tale vicenda nutre desideri di riscatto?

“Assolutamente no. Sono rimasto chiaramente deluso quest’estate, ma con l’avvento dei Tesoro e i vari stravolgimenti societari ho compreso le loro priorità e le necessità di cambiare tutto. Adesso sono in comproprietà tra il Varese e il Como e spero di continuare il mio percorso di crescita. Non ho alcun rancore nei confronti del Lecce e auguro loro di salire subito in serie B”.

Qual è il suo sogno nel cassetto?

“Il mio sogno continua ad essere quello di indossare un giorno la maglia dei giallorossi. Tifo per il Lecce sin da bambino e devo dire grazie alla società salentina se oggi sono un calciatore professionista. Dai pulcini alla Primavera ho sempre vestito quella casacca e spero un giorno di poterla rimettere”.

Se dovesse togliere un giocatore al Lecce, chi sottrarrebbe a Toma per la gara di questa sera?

“Loro hanno un organico talmente forte e assortito che la grande giocata può arrivare da chiunque e in un qualsiasi momento della partita. I giocatori che però mi hanno maggiormente impressionato, e che inoltre conosco molto bene, sono Falco e Chiricò.  Se sono in giornata, hanno le credenziali per mettere in affanno qualsiasi retroguardia”.

A quale campione del presente si ispira maggiormente?

“Come uomo e come calciatore il mio idolo assoluto è Javier Zanetti, ma considerate le mie caratteristiche mi ispiro ad Andrea Pirlo e Alberto Aquilani”.

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