Strade Maestre si dedica alla letteratura pugliese giovedì 7 febbraio a partire dalle 18.00 con una tavola rotonda che ha per tema “E’ finita la contr’ora. Il racconto della modernità della Puglia”.

Fino a una quindicina d’anni fa Salvatore Bruno o di Antonio Rizzo erano gli scrittori pugliesi più noti. Oggi, tra residenti e emigrati, se ne contano a decine: da De Cataldo a Carofiglio, da Desiati ad Argentina, da Lagioia alla Piccinni, tutte le città della Puglia sono rappresentate. Che cosa spiega questa rapida fioritura? Cosa è accaduto nel tacco dello stivale in questi anni? Una nuova generazione racconta le contraddizioni, anche le più nere e torbide, di una terra sospesa tra tradizione e modernità. La Puglia sta vivendo un nuovo rinascimento letterario da un lato, un fermento che ha portato Goffredo Fofi, nelle pagine di Panorama, a parlare di una vera e propria Nouvelle Vague pugliese e dall’altro la difficoltà di riuscire, all’interno dello spettro delle narrazioni interessanti prodotte, una sorta di file rouge che le racchiuda. E’ possibile rintracciare una linea comune tra le diverse anime narrative della Puglia?

Al tal proposito s’interrogano  Nicola Lagioia, Alessandro Leogrande e Flavia Piccinni che varcano, per la prima volta, la soglia dei Cantieri Koreja al fianco del noto e apprezzato critico letterario Filippo La Porta.

 

 

 

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