La Corte dei conti batte cassa e condanna il professor Massimo Buonerba, che ora dovrà restituire quanto ha percepito dal 2002 al 2007, nel corso del secondo mandato. Il primo è coperto da prescrizione.

La sua collaborazione con il Comune è stata giudicata dannosa. I giudici hanno condannato anche l’allora sindaco di Lecce, la senatrice Adriana Poli Bortone, che ha voluto al suo fianco Buonerba. Se quest’ultimo non dovesse corrispondere l’intera somma, pari ad oltre 490mila euro, per il 20 per cento dovrà farlo lei.
È stato prosciolto Giovanni Capilungo, il direttore del settore Sviluppo oraganizzativo e gestione risorse umane, che nel 2002 aveva attivato la convenzione con Buonerba nella veste di consulente giuridico.

A chiedere la condanna il viceprocuratore generale Carlo Picuno sulla base delle indagini condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, al comando del colonnello Vito Pulieri. Per i giudici la convenzione con Buonerba «sarebbe stata non solo inutile, ma anche dannosa per il comune di Lecce, in ragione delle gravi vicende, oggetto di procedimenti sia penali che di responsabilità, foriere di ingentissimi danni economici per il Comune. E che mostrerebbero che l’azione di Buonerba non sarebbe stata rivolta alla cura degli interessi dell’Ente, quanto piuttosto all’abusivo perseguimento di interessi e profitti privati».

 

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