Lo hanno ripetuto a gran voce più volte nel corso di vari Consigli provinciali degli ultimi due anni, ma hanno voluto ribadirlo in conferenza stampa questa mattina presso la segreteria del gruppo Pd provinciale. Il capogruppo Cosimo Durante e i consiglieri Roberto Schiavone, Alfonso Rampino e Salvatore Piconese, continuano a sostenere, dati alla mano, che la provincia di Lecce vessa i salentini con tasse inutili, facendo ricadere le colpe sulle passate amministrazioni e per coprire i mancati trasferimenti del governo centrale di centrodestra degli ultimi anni

 

Alla luce di quanto appurato attraverso le relazioni dei revisori dei conti, il gruppo di opposizione chiede l’immediato ripristino dell’aliquota Rcauto al 12,5 per cento anziché al 16 come è dal giugno 2011 e che ha permesso alle casse provinciali un maggiore introito da entrate tributarie per oltre 16 milioni di euro.

Nel rendiconto del 2010, infatti, la voce “imposta sulle assicurazioni contro la R.C. derivante dalla circolazione dei veicoli a motore” corrispondeva a 24 milioni di euro, per passare a oltre i 27 milioni nel 2011 e a 39 milioni e 200 mila euro nel 2012 così come nelle previsioni per il 2013. A questo maggiore gettito si devono aggiungere i 6 milioni di euro derivanti dalla cartolarizzazione degli immobili, per arrivare a oltre 23 milioni di euro a fronte dei 15 del 2010. “una tassazione che sta impoverendo i salentini  – secondo Durante  – senza nessun beneficio per il territorio”.

Mentre l’Ente tenta di fare cassa aumentando le tasse, l’intera provincia soffre la cattiva amministrazione, hanno ribadito i consiglieri provinciali, risultando 91esima  nella graduatoria nazionale per qualità della vita, livello di disoccupazione, crescita infrastrutturale. Le numerose cantierizzazioni progettate sono ferme in attesa del disbrigo delle pratiche mentre si continuano a pagare consulenti esterni per avvocature e altre professionalità e agli impiegati provinciali vengono tagliati gli emolumenti “salvo poi restituirne due mensilità a ridosso della campagna elettorale”.

“Vorremmo essere di fronte ad una politica lungimirante – ha chiosato il capogruppo – ma si tratta di una gestione della cosa pubblica approssimativa e clientelare, nonostante quella boccata di ossigeno tentata con la formazione professionale, tra l’altro finanziata dalla Regione”.

Per il consigliere Rampino, il governo Gabellone deve ancora dimostrare il suo modello di sviluppo, per il momento ha dimostrato solo di una puntuale e vessatoria politica fiscale che ha portato al pareggio di bilancio, gravando sulle tasche dei cittadini e bloccando i pagamenti di fornitori per mesi. “Eppure –  precisa Rampino – la Corte dei conti si pronuncia con gravi irregolarità per la gestione 2010, quando questa amministrazione era nel pieno esercizio,  nonostante l’assessore al Bilancio cerchi di far ricadere le colpe sulle passate amministrazioni”.

“Presi in giro da un buco di 7 milioni risultato poi un errore telematico del Ministero” ha incalzato il consigliere Schiavone. Sarà stato un caso ma contestualmente al disavanzo di 7 milioni, una manovra dell’allora Ministro dell’Economia Tremonti aveva limitato i trasferimenti agli enti provinciali per 8 milioni nel 2011, 6 milioni nel 2012 e altrettanti per il 2013. I 7 milioni tuttavia, non sono stati inseriti nel bilancio del 2011 ma come residuo del 2010 dove ce n’erano altri 4 e sono stati congelati per poi essere coperti dal bilancio ordinario. Quello derivante dalle cartolarizzazioni, cioè con la vendita di alcuni immobili di proprietà della provincia fatti confluire in una società controllata, la “Celestini s.r.l” che avrebbe messo in liquidazione i beni immobili per 18 milioni di euro. Ma per il momento solo 6 di quei 18 milioni sono nelle casse della provincia, il resto a vendita avvenuta considerando che le ultime due aste, per l’Abatessa e la Questura sono andate deserte. Nel frattempo la società di cartolarizzazione affronta delle spese di gestione che prima o poi graveranno sulle casse provinciali.  Il dato sconcertante resta tuttavia che a fronte di 22 milioni di euro di mancati trasferimenti, la provincia sta introitando quasi 50 milioni di euro con l’aumento delle tasse per il piano triennale già varato e per il prossimo previsto.

 

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