Pubblichiamo integralmente le considerazioni a mezzo stampa rese dall’arcivescovo di Lecce, Domenico Umberto D’Ambrosio, sulla rinuncia del Santo Padre Benedetto XVI all’esercizio del ministero petrino“Ieri mattina,  mentre ero in visita a un  ammalato della Parrocchia Matrice di Campi Salentina, ho appreso  dall’edizione straordinaria del Telegiornale  della rinuncia del Santo Padre Benedetto XVI

all’esercizio del suo ministero di successore di Pietro alla guida della Chiesa motivando una tale scelta con questa parole comunicate ai Cardinali riuniti  nel Concistoro pubblico con le parole seguenti : “Dopo aver ripetutamente  esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”. Sconcerto, sgomento e un senso di paura hanno fatto da padrone sui miei contrastanti sentimentiMa andando avanti nella lettura delle parole pronunciate dal Santo Padre: “il vigore sia del corpo, sia dell’animo, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”, mi sono detto che questo gesto inusuale e sconcertante, per la Chiesa e per la comunità degli uomini di buona volontà sottolinea l’amore e il coraggio del nostro Santo Padre.

 

Il Papa ha fatto una scelta di umiltà e di obbedienza profetica, cedendo il passo all’unico vero Pastore e guardiano delle nostre anime, Cristo Gesù e così facendo ha elevato mediante la rinuncia, la sua preghiera di intercessione e immolazione.

Ora guardando avanti teniamoci stretti al grande e rasserenante mistero: Cristo nella Chiesa, Dio nel tempo, noi suo popolo misero e glorioso insieme, membra  vive di Colui che è realmente vivo per l’eternità e mettiamo all’angolo le nostre paure e i nostri dubbi. Più che mai in queste ora storica e nuova risuonino confortanti e consolanti le parole di Gesù: Non abbiate paura, io sono con voi sempre, tutti i giorni , fino alla fine dei secoli.

Abbiamo da domandare e invocare, come la comunità di Gerusalemme che pregava per Pietro. Salga incessantemente a Dio la preghiera per Benedetto XVI perché il Signore lo assista nel suo  nuovo, prezioso ministero di intercessione: le braccia alzate sul monte per accompagnare il nostro cammino. Ma ancor più la nostra preghiera per domandare al Pastore supremo che il suo Spirito ci doni, secondo i suoi disegni, colui che dovrà continuare a confermare tutti noi nella fede nel Cristo  Risorto, speranza dell’umanità che attende di essere liberata dalla paura dell’ora presente.

Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, ci assista e sia con noi, perché unanime e concorde salga la domanda al Datore di ogni bene: “O Dio, pastore eterno, che governi il tuo popolo con sollecitudine di padre, dona alla tua Chiesa un pontefice a te accetto per santità di vita, interamente consacrato al servizio del tuo popolo”.

Domenico D’Ambrosio, arcivescovo

 

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