Questa volta hanno manifestato in un composto corteo, partito dalla sede di via Miglietta dove sono in presidio permanente per raggiungere la sede della prefettura, passando da piazza Sant’Oronzo. “Una grande partecipazione, hanno aderito  più di duecento lavoratori di Sanitaservice che attendono da giugno un aumento delle ore lavoro”

 

E’ stato Gianni Palazzo, sindacalista dell’USB a coordinare i lavoratori dipendenti di Sanitaservice che operano all’interno del Vito Fazzi e  dell’oncologico di Lecce, degli ospedali di Galatina e Gallipoli, legati alla sigla sindacale (il 60 per cento) promotrice dello sciopero. Al Prefetto, i rappresentanti dei lavoratori, hanno chiesto di farsi intermediario con il direttore generale della Asl Mellone, al quale da mesi è richiesto un tavolo per l’adeguamento del monte ore senza ricevere risposte.

“A questo punto urge l’istituzione di un tavolo tecnico al quale possano partecipare tutte le sigle sindacali e venire a capo del problema” ha spiegato Palazzo. Si tratta dei lavoratori internalizzati a maggio del 2011 ma che per il 90 per cento operano in regime di part time e chiedono di poter raggiungere, magari anche gradualmente, il full time così come è successo per i lavoratori di Sanitaservice delle altre province pugliesi. Sono circa 6 mila le ore che potrebbero garantire la copertura del tempo pieno ai lavoratori. Ma la società in house alla Asl ha bisogno di quest’ultima per poter raggiungere gli obiettivi rivendicati dai lavoratori che attualmente percepiscono uno stipendio che si aggira intorno ai 500 euro. Tra l’altro i servizi attualmente affidati dalla Asl alla società non permettono ai lavoratori di svolgere le mansioni per cui sono specializzati, così come esplicitato negli striscioni in testa al corteo di stamattina.

Il diniego sul monte ore quindi proviene dalla Asl che non potrebbe garantirne la copertura finanziaria, ma per il sindacato” basterebbe incrementare alcuni servizi, trasformare l’importo con cui si affidano i servizi stessi a Sanitaservice in ore e distribuirle tra i lavoratori”. Una nuova battaglia per l’USB, che si aggiunge a quella per le internalizzazioni del servizio del 118 e che stimolerà i manifestanti a non “togliere le tende” nel breve termine, dal presidio permanente di via Miglietta.

 



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