Voleva essere solo un sit-in di protesta quello di stamattina di fronte la Prefettura di Lecce, l’ennesimo. I lavoratori delle ditte Filanto, Adelchi, Palumbo e all Service Italian Job chiedevano risposte immediate sulla condizione di cassintegrati che non percepiscono l’indennità da mesi, ma ancora una volta nessuna risposta, solo missive informative e la situazione è degenerata spostando la delegazione presso la stazione, che ha occupato per circa un’ora e mezzo nella tarda mattinata la stazione ferroviaria di Lecce per protestare contro il mancato percepimento della cig in deroga. La protesta – informa Trenitalia – ha causato la sospensione della circolazione ferroviaria con un ritardo di 75′ della partenza del Frecciargento per Roma e la cancellazione di quattro convogli regionali e ritardi per due Frecciabianca.

 

“Non hanno torto – ha commentato a margine il segretario generale Cgil Salvatore Arnesano – sono sfiduciati dalla politica locale e anche dai sindacati, nonostante questi ultimi si impegnano per trovare delle risposte adeguate”. Si aspettava un po’ più di partecipazione politica, trattandosi di una manifestazione indetta a livello regionale e tenendo conto della visibilità mediatica che i candidati locali cercano in questi giorni di campagna elettorale, ma solo Teresa Bellanova è stata al fianco dei manifestanti. Ricevuta in Prefettura dal dottor Aprea, la Bellanova si è assicurata l’ennesima lettera che partirà alla volta del Ministero del Lavoro. La cassaintegrazione in deroga con la quale i lavoratori hanno tamponato alle necessità quotidiane, specie per le famiglie monoreddito, non viene percepita da ottobre, “alcuni, per fortuna pochi, addirittura da luglio” fa sapere Arnesano che assicura sull’operato della Regione avendo dato fondo a tutte le risorse disponibili per l’erogazione del CIG.
“Abbiamo bisogno, in questa fase straordinaria, di un atto straordinario anche del Governo centrale– ha ribadito il segretario generale – continuiamo a sollecitare soluzioni per evitare atti incresciosi, la situazione è drammatica e i lavoratori che non ricevono risposte, non si sentono tutelati e sono sfiduciati”. Le responsabilità del territorio hanno bisogno di rappresentanze che seguano attentamente i passaggi tecnici necessari e accertino l’impegno di chi promette soluzioni, lasciando che il tempo passi e i diritti di un intero ceto sociale siano compromessi.

Di seguito un passaggio della lettera di Teresa Bellanova, inviata ieri al Presidente del Consiglio Monti e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Fornero

La situazione venutasi a creare, relativa alla copertura della cassa integrazione in deroga in tutte le Regioni, rischia di far sprofondare il nostro Paese a livelli che sono da considerarsi assolutamente indegni di un paese che voglia continuare a considerarsi civile.
Lo dico molto chiaramente, come ho già fatto in Parlamento: non si può accettare che tutte queste persone vengano condannate all’inferno della povertà. In questa vicenda ognuno di noi è chiamato ad assumersi pienamente le proprie responsabilità, come impone quella buona politica che tanto ci affanniamo a portare nelle case delle persone, in giro per le strade, tra i cittadini.
Il quadro generale è già estremamente drammatico: l’Istat ci dice che nel 2011 l’11,1% delle famiglie italiane viveva in condizioni di povertà relativa, il 5,2% in povertà assoluta; nella mia regione, la Puglia, è una famiglia su cinque a combattere contro la povertà. In questa situazione già esplosiva si vanno ad inserire anche i dati nazionali sul ricorso alla cassa integrazione, che ci dicono che negli ultimi quattro anni, quelli della crisi, questo si è quasi quadruplicato. Tutte le previsioni ci dicono che questa tendenza non accennerà a frenare neanche quest’anno. L’Unione Europea, presentando il rapporto 2012 sulla situazione sociale, ha recentemente sentenziato che in Italia c’è “un alto rischio di entrare in uno stato di povertà e poche possibilità di uscirne”.
Di fronte a questa situazione ritengo sia da considerare assolutamente insostenibile il blocco dei pagamenti della Cassa integrazione in deroga, così come non è tollerabile che non si riesca ancora a fornire a queste famiglie alcuna certezza sulla copertura della stessa per il 2013. Come Lei ben sa, in Parlamento abbiamo condotto una battaglia durissima per l’estensione delle risorse, impegnando il Governo ad individuare per l’anno 2013 la necessaria copertura della cassa integrazione, per attenuare le drammatiche conseguenze sull’occupazione e sull’economia delle famiglie provocate dal protrarsi della crisi economica.

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