“Dopo una lunga “assenza” il Senatore Piccone, proprietario di una delle tre aziende che avrebbe dovuto ricollocare, e a questo punto il condizionale è inevitabile, i lavoratori della Bat Italia si ripresenta nel territorio salentino. Buon senso e serietà – spiega l’on. Teresa Bellanova – avrebbero suggerito che arrivasse a sedersi a quel tavolo con una ipotesi risolutiva

per tutti quei lavoratori che da tempo, troppo tempo, sono in attesa di una risposta occupazionale e invece, ancora una volta acclariamo che non è così. Mi chiedo siamo ancora alla presentazione del piano industriale di Korus? L’azienda del senatore Piccone avrebbe già dovuto ricollocare e impiegare i 65 dipendenti che Bat le ha lasciato in eredità oltre due anni fa, quando al ministero dello Sviluppo economico ha sottoscritto, con sindacati e aziende l’accordo di riconversione della ex manifattura tabacchi di Lecce. Ieri l’azienda avrebbe dovuto solo indicare la data di uscita dalla cassa integrazione. E invece – continua – è riuscita ancora una volta a farla franca, dettando la prossima data (15 febbraio) per la presentazione di un piano industriale, che sarebbe soltanto l’ennesimo.
Si sta scherzando con la vita di molte persone, di molti giovani. Chi sta generando questi meccanismi che spingono indietro la riconversione senza farle compiere anche solo un passo avanti è complice di un fallimento che, sotto gli occhi di tutti, purtroppo, è l’unica cosa che ai lavoratori è dato esperire. Questa riconversione è l’unica sul territorio leccese, e, per ora, ha prodotto solo fiumi di denaro pubblico a vuoto e alcuna produzione, quantomeno sul fronte di Korus-Ip. Su quello di Iacobucci ci si augura, infatti, che il trend produttivo leggermente migliore, sia quanto più duraturo.
Due anni di mancate promesse – conclude Teresa Bellanova – hanno sfiancato i lavoratori, occorre dunque impegnarsi, senza più ulteriori remore, per dare risposte certe ai lavoratori che ad oggi sono ancora in attesa”.

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