Lungo interrogatorio nel pomeriggio per l’ex sindaco di Porto Cesareo, Vito Foscarini, nell’ambito dell’indagine sulle bombe ai danni di un noto imprenditore del posto. L’allora primo cittadino, assistito dagli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna, è stato ascoltato dal pm inquirente Carmen Ruggiero

su tutta la vicenda amministrativa e la sua escussione continuerà anche il prossimo 21 febbraio perché il magistrato ha ritenuto di dover approfondire alcuni aspetti. Foscarini ha ovviamente negato di essere stato lui a piazzare le bombe in un confronto considerato molto sereno in cui l’ex sindaco ha chiarito i contorni della vicenda risponde alle domande sul piano regolatore e sulla gestione degli affari di Palazzo di Città anche prima del suo mandato e di quello successivo. Nelle prossime settimane il sostituto procuratore dovrebbe archiviare o chiedere il rinvio a giudizio di Foscarini. Foscarini è accusato di essere stato il mandante di quell’attentato, in concorso con l’imprenditore Oronzo Paladini. L’ex primo cittadino ha scoperto appena dieci giorni fa di essere indagato quando ha ricevuto la richiesta di proroga delle indagini. Entrambi sono accusati di essere anche alcuni degli autori dei volantini e degli esposti pieni di insulti al sindaco Albano, a Luigi Baldi e ad Antonio e Cataldo Basile. Quegli stessi volantini sono stati acquisiti nell’ambito dell’inchiesta sugli attentati compiuti con alcune bombe. Il nome di Foscarini compare fra gli indagati per la bomba esplosa la notte dell11 giugno scorso nei pressi della villa del sindaco Vincenzo Albano. L’interrogatorio è stato sollecitato dallo stesso ex primo cittadino, carabiniere in pensione.

 

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