Il vero vincitore è il Movimento 5 Stelle o il caos? L’aveva preannunciato Beppe Grillo e lo tsunami c’è stato davvero, un quasi 25 per cento in media su base nazionale e un dato costante in tutte le province e i comuni d’Italia con picchi in Molise per i grillini. In provincia di Lecce hanno conquistato il 23,21 per cento al Senato, a Lecce città quasi il 24. Nel capoluogo si conferma il centrodestra che supera il centrosinistra di oltre 2 punti percentuali. Ancora più ampia la forbice nella provincia dove il centrodestra è in vantaggio di oltre 4 punti

Diversa la situazione generale che vede il centrosinistra in vantaggio al Senato ma di appena un punto percentuale sul centrodestra il che significa lo stesso numero o quasi di seggi che si traduce in ingovernabilità. Lo stesso governo del 2006 con a capo Prodi che non raggiunse una larga maggioranza ed ebbe vita breve.Per ora a esultare ci sono solo i grillini. Dal comitato leccese, già nelle prime ore del pomeriggio c’era aria di festa. Uno dei candidati al Senato, Maurizio Buccarella, ha confermato di voler entrare in Parlamento per aprirlo come una scatoletta di tonno, in senso figurato ha tenuto a precisare. Il governo che si prospetta  non garantisce nessuna stabilità e Buccarella non esclude le larghe intese. Non vogliono sentir parlare di voti tolti agli altri, gli attivisti del Movimento 5 Stelle, “non abbiamo tolto niente a nessuno, ci hanno votato i cittadini stufi del sistema partitico”. Per la Puglia si prospettano 4 Senatori del M5Stelle di cui 3 leccesi: Maurizio Buccarella, Daniela Donno e Barbara Lezzi.

Buccarella M5S

Il dato globale della provincia di Lecce per il Senato vede il centrodestra in vantaggio con il 33, 70 per cento contro il 29,92 del centrosinistra e il 23,21 per il M5S. I montiani del Salento, appena oltre il 9 per cento, prendono un seggio per il quale era necessaria la soglia dell’8 per cento.

Situazione simile alla Camera con il 32, 66 per cento al centrodestra e il 27,64 al centrosinistra. Il grillini raggiungono il 24, 80 mentre la coalizione di centro supera di poco la soglia del 10 per cento necessaria per l’ingresso alla Camera (10,50%).

Alla non sorpresa dello tsunami Grillo è seguita l’altrettanto attesa astensione registrata in tutti i 97 comuni della provincia incluso il capoluogo. Se in media si è trattato di un dato oscillante tra l’8 e il 10 per cento in meno, non sono mancati picchi dell’oltre il 20 per cento a Gallipoli (-21,99), Giurdignano (-20,68) e Montesano Salentino (-23,67).

 

 

 

 

 

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