Il Tribunale di Lecce, e precisamente, la prima sezione penale collegiale, (Presidente Perna, a latere Mariano e Tosi), ha assolto nella giornata di ieri Danilo Nervino, 38 anni, di Surbo, difeso dall’avvocato Cosimo Rampino, dalla grave accusa di aver minacciato di morte, nel 2005, il fratello del “pentito” Giancarlo Mazzei.

Giancarlo Mazzei denunciò Nervino di aver  minacciato di morte (“lo sai che deve cadere piombo”), a causa della sua collaborazione, il fratello Angelo e quest’ultimo ha in un primo momento confermato la circostanza. Ne è scaturito il rinvio a giudizio di Nervino, così come richiesto dal sostituto procuratore della Dda Guglielmo Cataldi, per minaccia aggravata dalle modalità mafiose e dalla finalità di agevolazione mafiosa. Durante il dibattimento le cose sarebbero andate in modo diverso perchè il fratello del pentito ha ritrattato le accuse e poi sono emerse una lettera di Giancarlo Mazzei ed una conversazione registrata che hanno notevolmente alleggerito la posizione dell’imputato. Nell’udienza di ieri Mazzei ha ribadito, con uno scritto fatto pervenire al sostituto Cataldi, le sue accuse, aggiungendo di aver subito ulteriori minacce ed intimidazioni, ma non è servito a nulla: il Tribunale ha infatti disposto l’assoluzione di Nervino perché il fatto non sussiste accogliendo la richiesta avanzata dal pm Cataldi e ribadita dalla difesa.

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