Sei anni di carcere per Antonio Gravina, 30enne di Lecce, responsabile dell’incidente in cui, lo scorso sei aprile del 2009, persero la vita Mattia Marchello, 16enne di Merine e Michael Tresi, di 17, residente nel rione “Castromediano”.

L’incidente, secondo quanto ricostruito dagli agenti della polizia stradale, si verificò poco dopo le 20 all’altezza dell’impianto semaforico nei pressi dello svincolo per la frazione di San Ligorio sulla Lecce-San Cataldo. I due giovani erano fermi in sella ad un Rx 50 quando vennero investiti dalla Fiat Bravo guidata da Gravina. L’auto, secondo gli accertamenti, in quel momento, sfrecciava ad una velocità superiore ai 100 chilometri orari e avrebbe superato tutte le auto ferme al semaforo, occupando la corsia riservata alla svolta a sinistra. L’impatto fu, per certi versi, terrificante. Il corpo di Mattia venne sbalzato ad una distanza di circa 40 metri dal punto in cui si verificò l’incidente e sul suo corpo venne steso un pietoso lenzuolo. Tresi, invece, cercò in tutti i modi di rimanere in vita ma il suo cuore cessò di battere poche ore dopo nel reparto di rianimazione del “Vito Fazzi”. Nel processo, i genitori, i parenti stretti di Michael e i genitori di Mattia si erano costituiti parte civile con l’avvocato Francesca L’avvocato di Gravina ha già annunciato di voler impugnare il verdetto del Tribunale dinanzi ai giudici d’Appello.

 

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