Non  credo che il Lecce abbia bisogno di rivoluzioni epocali per ottenere quello che, a parere di tutti, toccherebbe quasi di diritto. A mio parere, basta che faccia le cose che sa e che può fare con impegno e disciplina tattica…

Le due ultime partite, che hanno portato nel carniere della squadra i sei punti che si richiedevano, hanno evidenziato quanto già si sapeva: la squadra aveva ed ha bisogno di tranquillità  così come ha bisogno di essere messa in campo nelle condizioni di poter dare il meglio della sue elevate potenzialità. Del resto, abbiamo visto con il Treviso come la vita siamo in grado di complicarcela da soli e come è sempre più vero l’assunto che il Lecce deve temere sé stesso; con la Tritium se ne è avuta conferma, ove ce ne fosse stato bisogno, di quelli che sono i pregi ed i difetti di questa squadra che va tenuta “desta” sul piano fisico e che per lei non valgono le alchimie tattiche di qualsiasi natura. Si sapeva pure come Treviso e Tritium non fossero ostacoli di grande rilevanza ma, dopo i precedenti del periodo, si stava tutti un po’ a guardare con il fiato sospeso.
Il gioco che il tecnico vuole instillare  si sa che è molto dispendioso sul piano fisico e che occorre anche un certo periodo di tempo per acquisirlo; con il Treviso, del resto, abbiamo visto solo per una quarantina di minuti un gioco arioso e brillante salvo poi dover ripiegare su un gioco meno brioso ma più redditizio ai fini del risultato. La stessa cosa si è ripetuta con la Tritium dove è bastato schierare una formazione più logica perché il risultato sia venuto fuori da sé. Credo che il merito di Toma, in questo momento, sia stato quello di ridare autostima ai componenti la rosa e di utilizzare al meglio quelli che hanno una maggiore qualità anche se meno dinamismo. Non tutte le squadre si chiameranno Treviso e Tritium, per giunta incontrate in successione, ma se anche gli avversari si renderanno conto che il Lecce potrebbe aver ripreso la marcia interrotta sarà un motivo ulteriore di pressione nei loro riguardi. A tal uopo basta anche una piccola sosta imposta dal calendario (vds. Trapani fermo per turno di riposo e Lecce incontrare l’accessibile Como in casa propria), per aumentare, sia pure sul piano psicologico, il gap esistente fra le due squadre a patto che l’occasione non vada sprecata.
A quando il famoso bel gioco? Quando ci sarà il tempo per lavorare con calma all’acquisizione dei nuovi schemi ed, eventualmente, a promozione già acquisita. Il tecnico Toma fa bene a tenere carica la squadra con una contagiosa dose di entusiasmo predicando la certezza della promozione e nello stesso tempo garantendosi, quando le circostanze lo richiedono (vds. l’innesto di De Rose al posto di Pià domenica scorsa), anche una buona copertura. Il messaggio che ho colto dalla partita di domenica scorsa è molto chiaro e recita: ho fra le mani un’ottima squadra alla quale basta qualche piccola correzione (un laterale sinistro al posto di Tomi e la possibilità di sfruttare anche Foti, appena ristabilitosi), copro bene il centrocampo poi do le chiavi del gioco a Bogliacino e Giacomazzi, che qualcosa tireranno fuori dal cilindro, ed aspetto soltanto che siano le altre squadre a doversi preoccupare.
In questo momento ci vogliono serenità e compattezza, doti queste che il Lecce dimostra di possedere. Siamo nella fase cruciale del campionato e non sono ammessi errori o distrazioni che possano pregiudicare il risultato. Credo che Toma sia in perfetta sintonia con la squadra e sono certo che non fallirà l’obbiettivo.

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