Si è tenuta oggi la prima riunione interlocutoria sul caso Club Med di Otranto, la storica struttura turistica che i gestori hanno deciso di chiudere, nonostante un contratto in essere per tutto il 2013. Tavolo tecnico che si è tenuto nella sala riunioni della presidenza della giunta regionale a Bari, per affrontare l’emergenza occupazionale.

Il tavolo si rinnoverà il 3 marzo prossimo e diverse sono le considerazioni oggi scaturite. Da parte del Sindaco di Otranto Luciano Cariddi è stata rappresentata da un lato la preoccupazione di veder pregiudicare i livelli occupazionali garantiti nel villaggio sino ad oggi per circa 200 lavoratori stagionali, tutto personale altamente qualificato da decenni di esperienza lavorativa svolta nel Club Med; dall’altro, la paura di veder chiusa la struttura anche per una sola stagione, che potrebbe comportare un fermo molto più duraturo di quel villaggio così come avvenuto per altre strutture sul nostro territorio e in altre parte d’Italia.

Lo stesso Cariddi si è mostrato disponibile a venire incontro alla proprietà Italia Turismo spa e al gestore Club Med per programmare, tra le proprie previsioni urbanistiche in atto, lo sviluppo del villaggio di Otranto per adeguarlo ai nuovi standard proposti dalle parti negli anni passati, per poterlo rendere più ospitale e magari riuscire così ad allungare la stagione turistica.

La Regione ha ricordato le possibilità finanziarie che diversi strumenti regionali consentono per gli investimenti necessari a riqualificare il villaggio.

Da parte del Sindaco di Otranto, e un pò da parte di tutti i presenti, è stata comunque rappresentata la necessità di guardare quanto prima a soluzioni alternative di altri operatori disponibili a garantire la gestione già dalla prossima stagione turistica.

”Per questo motivo i tempi sono molto stretti e occorre far presto”, asserisce il Sindaco Luciano Cariddi. Stessa preoccupazione dei lavoratori presenti con una loro rappresentanza e delle diverse sigle sindacali che lamentano una vera emergenza occupazionale qualora il villaggio non dovesse aprire per il 2013, emergenza che si sommerebbe alle già tante aperte sul nostro territorio. “Confidiamo nella buona volontà delle parti interessate perché vogliano dimostrare serietà e responsabilità di fronte a un grave problema come questo”, ha concluso il primo cittadino.

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