C’è il sigillo della Cassazione sull’omicidio del copertinese Brizio Camisa consumato nelle campagne di San Pietro in Lama e Copertino nel luglio del 2007. I Giudici della Prima Sezione Penale di Piazzale Cavour hanno confermato i trent’anni di carcere nei confronti di Mario Tartaglia e i 16 anni e sei mesi, Gabriella Leone.

Il 65enne venne massacrato con alcuni fendenti in un casolare abbandonato. Alla base dell’efferata esecuzione ci sarebbe una desolante vicenda di vessazioni, richieste estorsive, e induzione alla prostituzione da parte della vittima. Angherie che avrebbero riguardato non solo la donna, obbligata, secondo le indagini, a prostituirsi e a cedere parte del ricavato, ma anche Tartaglia, noto parcheggiatore abusivo di Lecce, che aveva intrecciato una relazione con la donna. L’esecutore materiale, reo confesso, dell’omicidio è risultato essere proprio Tartaglia. Furono ventisei i colpi inferti con un coltello dalla lama lunga venticinque centimetri.  I due carnefici avrebbero attirato la loro vittima sacrificale all’interno di un casolare con il pretesto che avrebbe trovato un carico di droga.  In primo grado, i due innamorati, ancora legati sentimentalmente, sia pure in regime di detenzione, sono stati entrambi condannati a 30 anni di reclusione. In Appello, invece, arrivò lo sconto di pena per la 38enne leccese, ottenuto grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche. Gli imputati erano assistiti dagli avvocati Diego Cisternino, Giovanni Cretì e Pantaleo Cannoletta. I figli della vittima e la ex-moglie, costituitisi parte civile, con l’avvocato Anna Maria Ciardo, verranno risarciti con una provvisionale di 10 mila euro ciascuno.

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