Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere la gran parte degli arrestati nell’ambito dell’operazione “Sacro Cuore” culminata in 11 arresti e 28 persone indagate a piede libero.

 

Hanno fatto scena muta dinanzi al gip Antonia Martalò, il presunto capo del sodalizio, Andrea Santese, 36 anni, gestore del bar “Gemelli” di Maglie, Michele Iodice, 31 anni, in passato, impiegato sempre all’interno dello stesso bar, Diego Gabrieli, 25 anni, di Maglie, disoccupato, Vito Manta, (già detenuto), 40enne di San Pietro Vernotico e Salvatore De Donno, 25 anni, di maglie, di mestiere cameriere. Ha risposto, invece, Domenico Tunno, 25 anni, dipendente del bar. Assistito dall’avvocato Dimitry Conte, il giovane ha chiarito la sua posizione riferendo che non sapeva nulla su quanto succedesse nel bar anche perché non assume sostanze stupefacenti. In sede di interrogatorio, poi, l’arrestato ha annunciato di voler querelare un’emittente locale perché durante il servizio inerente al blitz sarebbero state mostrate immagini della madre, totalmente ignara della vicenda. Gli altri arrestati sono difesi dagli avvocati Luigi e Alberto Corvaglia, Vincenzo Blandolino e Oronzo Carrozzini. Nella giornata di mercoledì, poi, seconda infornata di interrogatori quando verranno ascoltati altre sei persone confinate ai domiciliari.