Pdl leccese schiera Roberto Marti alla Camera. E allo scadere di una campagna elettorale che conta ancora tanti indecisi, il partito di centrodestra ha organizzato un incontro tra l’aspirante onorevole ed il suo elettorato.

In tanti sono accorsi al comitato elettorale di viale Japigia a Lecce, invitati dal consigliere comunale Rocco Ciardo che ha aperto il dibattito: «E’ come se in prima linea ci fossi io» ha esordito il capogruppo della Puglia prima di tutto, rievocando tra i presenti il calore dimostrato alle comunali dello scorso anno. E auspicando il bis alle elezioni del 24 -25 febbraio. A fare gli onori di casa c’era poi il sindaco Paolo Perrone. « Avere Marti come parlamentare conviene a ciascuno di noi. Significa farsi rappresentare da una persona amica a cui chiedere e da cui ricevere risposte chiare e certe». Il primo cittadino ha poi precisato:«Servono tanti voti data la posizione di Marti ai limiti dell’eleggibilità all’interno della lista». Non sono mancati, da parte del sindaco, critiche agli avversari e cenni all’antipolitica. Si è soffermato più volte sull’astensionismo, Perrone, che coinvolge un numero sempre più ampio di italiani, stufi e sfiduciati da questa classe politica. «Comprendo la visione pessimistica di questo periodo storico. Succede anche a me di pensare in negativo al futuro di mia figlia. Ma mandare tutti al quel paese non è l’atteggiamento giusto». Poi l’attacco a Grillo: « Grida e urla nelle piazze. Il suo è uno show» ed a Monti ( di cui è stato allievo alla Bocconi) : «Lo preferivo come professore che come politico. L’ho sostenuto agli inizi del suo mandato ma mi ha deluso. Non serviva il tecnico per tassare gli italiani, lo avrebbe saputo fare anche mia figlia che fa il primo superiore». Quanto al centrosinistra, chiaro il riferimento all’ala vendoliana: « Ha governato questa Regione senza risolverne i problemi. Ne cito uno su tutti: la sanità». Opinione quest’ultima condivisa ampiamente dal protagonista dell’incontro, Marti: « Il nodo della Sanità rappresenta il fallimento del governo di Vendola». Poi l’appunto su una campagna elettorale « Sterile che non consente di esprimere le proprie preferenze ( il Porcellum). Una legge elettorale che va cambiata. Questo fa sì che ci sia un distacco forte dai cittadini. Se da un lato la nostra città non è tappezzata da materiale elettorale, unica nota positiva, dall’altro è una campagna puramente mediatica».Entrato nel vivo del discorso, il candidato pidiellino ha puntato il dito contro Fini, responsabile di aver staccato la spina all’ultimo governo Berlusconi. E contro Monti, schierato dall’ex leader di alleanza nazionale, in odor di inciucio con il centro sinistra. E proprio questa possibile alleanza manda su di giri il candidato leccese : « Vendola e Bersani o Bersani e Monti o ancora Vendola e Monti: un minestrone che ha favorito Berlusconi, che tutti davano per spacciato». Sul finire un richiamo alle vicende giudiziarie che coinvolgono la Puglia con Fitto e la Lombardia con Formigoni: «Due bombe atomiche che scoppiano lo stesso giorno. Non è un caso che dopo sette anni i processi arrivino a compimento nello stesso giorno ad una settimana dalle urne». In conclusione l’appello al voto utile. Le sorti del candidato Roberto Marti spettano dunque al passaparola tra sostenitori ed amici del popolo delle libertà leccese.