Rigore e controllo, imperativi per Adriana Poli Bortone di Grande Sud, lo ha ribadito ieri sera dall’hotel President di Lecce di fronte ad una vasta e attenta platea. “Siamo nati quattro anni fa , dalle ceneri di Alleanza Nazionale e siamo rimasti sempre nel centrodestra”. Non ha esitato sul malgoverno pugliese, sostenuta da Rocco Pignataro capolista alla Camera

 

“Mi avrebbero voluta fuori, anche fisicamente, ma io sono ancora qua con le mie idee, parlo sempre la stessa lingua e devono rispettarmi”. Standing ovation per la candidata al Senato quando ha chiosato di non essersi mai vergognata per aver fatto la politica  e l’amministratrice .

La leader di Io Sud, ora Grande Sud e già senatrice nella passata legislatura, vuole ritornarci in Parlamento ma con i “numeri”, quelli determinati a battere i pugni all’interno di una coalizione, finora soggiogata dalla Lega, la stessa da fronteggiare secondo Adriana, a favore del Mezzogiorno.

Macroregioni, tasse sul territorio agli investitori, tagli alle amministrazioni inutili e il sud ben rappresentato in Parlamento. Questi i quattro principali obiettivi per la senatrice, “dalla destra non ci siamo mai allontanati ma siamo il partito per il territorio”.

Niente assistenzialismi per il sud, niente casse per il Mezzogiorno inventate per tutelare gli imprenditori del nord, niente fiscalità di vantaggio, è categorica la Poli sull’idea di crescita per il Meridione: bisogna attuare quella parte del federalismo, prospettato dall’ideologo della Lega, Miglio e mai rispettato fino in fondo da Bossi & Co. Il federalismo si deve fare, ma prima di quello fiscale bisogna attuare quello istituzionale. Via gli inutili carrozzoni a partire dalle regioni, “21  centri di spesa incontrollati, come diceva Almirante, 15 macroregioni possono bastare come dice Miglio”. Le province non servono, l’Unione dei comuni è necessaria, l’Italia non può permettersi 9 mila campanili, vanno “fusi” insieme. Lo Stato è indebitato per i costi esosi di enti inutili, Bassanini ha fatto il resto, mancano i controlli “e ve lo dico io che per la mancanza di controlli ho qualche problemino”, unico riferimento alla condanna sussidiaria per danno erariale alle casse del comune di Lecce di questi giorni. Basta depredare il territorio per poi pagare le tasse altrove, chi crea profitto al sud paga le tasse al sud. “D’ora in poi al mio fianco in Parlamento voglio il sostegno di gente che la pensa come me, negli ultimi quattro anni ho fatto l’eroe, sono stata sola”.

La crescita attraverso il lavoro nel meridione che  propone Grande Sud riguarda la  perequazione per le infrastrutture, investimenti nelle carenze, la stessa ricetta consigliata dall’imprenditore Divella che ha preceduto la senatrice sul palco: porti turistici e commerciali in un sistema coordinato e maggiori investimenti per la strada ferrata, “perché noi abbiamo il mito del lavoro e non imboniamo con l’idea della laurea a tutti i costi per poi creare parcheggi universitari dai quali non si esce con un posto di lavoro”. Non sono mancate le stoccate al presidente regionale Nichi Vendola, dai mancati controlli sull’inquinamento industriale della Puglia, al continuo peregrinare per la campagna elettorale.

Anche Rocco Pignataro ha rimarcato la scarsa capacità di governare la regione di Vendola, che crea disequilibrio con il resto delle regioni. E così sarà secondo i capolista al Parlamento se dovesse vincere la sinistra: “mentre a Roma Vendola, Bersani e Monti discutono, il sud viene espugnato, ma noi lo impediremo”. E’ sulla Regione che il centrodestra, sconfortato dalle proiezioni nazionali, ha da tempo puntato gli occhi; sul malgoverno di Vendola per il quale da tempo la senatrice ha richiesto commissioni d’inchiesta sui fondi europei e sulla mancanza di rigore del governatore pugliese: “Vendola è troppo impegnato a controllare le sue fabbriche che si è dimenticato la più importante, l’Ilva”, ha commentato Pignataro nel suo discorso tutto orientato all’elogio sull’inflessibilità del cancelliere tedesco Merkel e sulla linea rigorosa che grande Sud seguirà una volta in Parlamento.

[widgetkit id=193]

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

venti − 13 =