Firmato questa mattina in Prefettura il protocollo d’intesa che regolamenta le norme di propaganda elettorale per le prossime elezioni. Regole simili alle precedenti competizioni con qualche modifica sulle effige da esporre alle vetrine dei comitati elettorali

 

L’incontro, programmato con le forze di polizia e politiche che  parteciperanno alla competizione elettorale per la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, non ha visto una massiccia partecipazione dei rappresentanti politici, non sono mancate tuttavia le manifestazioni di dissenso sul nuovo regolamento per lo svolgimento della campagna elettorale.

Il vice Prefetto vicario, il vice dirigente dell’Ufficio Elettorale, il dirigente dell’area Enti Locali e il vice capo di gabinetto della Questura, hanno esposto le norme per il corretto svolgimento della propaganda nell’ultimo mese antecedente la competizione del prossimo 24 e 25 febbraio.

Regole simili alle precedenti fatta eccezione per la richiesta di permesso per i comizi elettorali nelle piazze che dovrà essere presentata direttamente ai sindaci dei comuni interessati, i quali provvederanno in tempo utile a dare comunicato, alla Questura nel caso di Lecce o ai commissariati di zona per i comuni della provincia.

Accordo tra i presenti fino al divieto di esporre cartelloni ritraenti i candidati sulle vetrine dei comitati elettorali. Il battibecco tra i rappresentanti e le forze dell’ordine ha coinvolto anche gli organismi che hanno emanato l’ordinanza. Sembra infatti che il divieto di esporre le effige dei candidati sulle vetrine dei comitati bensì all’interno, possa essere una regola “interpretabile” e che permetterebbe agli interessati di esporre a ridosso con un espositore posticcio, rendendo il manifesto comunque visibile dall’esterno. Le obiezioni al vice Prefetto che sosteneva l’esposizione sui muri interni del comitato sono arrivate da più parti.

Anche le forze dell’ordine hanno manifestato la difficoltà a far rispettare le regole, senza precisi parametri di riferimento. Gli organismi rappresentativi del regolamento hanno ricordato che i comitati elettorali sono luoghi di ritrovo per lo svolgimento della legittima propaganda elettorale, ma non esposizioni e che eventuali manifesti propagandistici devono essere posizionati sulle pareti interne dei locali, senza misure metriche concordate preventivamente, come invece asserivano alcuni rappresentanti delle forze politiche presenti. Al termine della discussione, la firma del protocollo d’intesa ha ratificato l’accordo, con qualche riserva da parte del rappresentante del centrodestra. Toccherà ora alle forze dell’ordine assicurare il rispetto delle regole senza interpretazioni di sorta.

 

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