Non c’è pace per il sottopasso di viale Leopardi. A distanza di oltre un anno e mezzo da quella notte di paura, i coniugi Giovanni Mangia e Sabrina Di Liso, entrambi avvocati residenti a Pescara, hanno deciso di sporgere querela per quanto successo lo scorso 30 ottobre 2011 quando i due rischiarono

di rimanere soffocati nella piscina d’acqua creatasi nel sottovia. Per competenza territoriale sarà la Procura di Lecce ad avviare le indagini nella persona del sostituto procuratore Paola Guglielmi che, già in passato si è interessata degli allagamenti del sottopasso. I due coniugi, quella sera, viaggiavano su una Volkswagen Tuareg e stavano rientrando in albergo, quando hanno imboccato il sottopasso invaso dall’acqua malgrado fosse presidiato da un sistema elettromeccanico di sicurezza. Sul posto sono giunti polizia e vigili del fuoco che hanno soccorso i due malcapitati. Per loro non c’è stata alcuna conseguenza fisica, ma solo tanto spavento. Per ora il fascicolo è a carico di ignoti e il magistrato, al momento, dovrà disporre tutti gli accertamenti del caso. Nello stesso sottopassaggio, il 21 giugno 2009 morì annegato in circostanze simili l’avvocato ottantunenne leccese Carlo Andrea De Pace, e per quella vicenda è scaturito un processo che vede imputati, tra gli altri, il sindaco Paolo Perrone con l’accusa di omicidio colposo per omessa cautela. Non per un allagamento ma per un cattivo funzionamento della sbarra del sottopasso, in un incidente del 29 dicembre del 2011, rimase ferito Enrico Mizzi, 50enne leccese, e tre operai della ditta “Sud Segnal srl” sono indagati per lesioni colpose.

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