Grande soddisfazione per la Provincia di Lecce e l’amministratore unico Luigi Pepe, che questa mattina hanno annunciato il risanamento della società di trasporti STP, salvata in extremis dal fallimento attraverso un lungo e controverso piano di risanamento economico durato tre anni.

Un sospiro di sollievo insomma, per i 180 dipendenti della società, che hanno conservato il lavoro e che adesso godono di stipendio, tredicesime e contratti senza più temere il licenziamento.
“E’ un momento importante” spiega il presidente della Provincia Antonio Gabellone, “perché segna la conclusione di un prima fase della società di trasporto pubblico. Oggi abbiamo una società che ha azzerato attraverso un processo di ricapitalizzazione una situazione da cui non siamo interessati a tornare e che grazie ai bilanci del 2011, 2012, e alla proiezione di quello del 2013 vive adesso una fase di equilibri di bilancio. E’ un risultato di straordinaria importanza perché mettiamo insicurezza circa 200 posti di lavoro cosa che in tante realtà italiane oggi non succede.”
La storia travagliata della società STP inizia tre anni fa, quando il deficit di 150mila euro al mese la condannava al fallimento, provocando non solo il licenziamento dei lavoratori ma anche la perdita di un importante servizio pubblico per l’intera Provincia. L’amministrazione di Gabellone, ha perciò dato l’incarico di amministratore unico a Luigi Pepe. Con lui è con la collaborazione della Regione Puglia, che detiene una quota di minoranza dell’azienda e dei tecnici STP, è stata organizzata la ricapitalizzazione della società attraverso un programma di risanamento che avrebbe dovuto in primis salvaguardare i lavoratori. Nei mesi scorsi, guerre coi sindacati, astensioni dalle votazioni di consigli provinciali e polemiche hanno accompagnato il lavoro di Pepe che ad oggi però, si ritiene soddisfatto di quanto fatto.
“Abbiamo realizzato un piano industriale a sei mani tra Regione, Provincia e i tecnici STP. Piano industriale di 19 punti, alcuni da realizzare nell’immediato, altri da fare col tempo. Tra i più importanti c’era quello di mantenere economicamente i 214 dipendenti, che sono poi arrivati a 185.” Sono 25 infatti i dipendenti andati via senza incentivi ma con trattative amichevoli che hanno portato al risparmio di 720mila euro.
“Ma non bastava” continua Pepe. “Abbiamo portato avanti con l’ausilio del sindacati, la formula dei contratti di solidarietà, che ci ha fatto risparmiare in un anno circa 184mila euro. Poi abbiamo puntato anche sui subaffidi che hanno portato un beneficio di un milione e 400mila euro. Ancora abbiamo pensato all’uso dei pullman di 18 metri che fanno risparmiare un turno intero di un autista, che costa 70mila euro l’anno.”
Il piano di risanamento comprende anche una proposta per recuperare il tratto tra Lecce e l’Ecotekne e una serie di controlli per combattere l’evasione fiscale e i chilometri a vuoto. I pullman infatti non possono più fare strada in più di quella garantita dal percorso.
“Gestire l’oggi ovviamente non basta, perché dobbiamo mettere i dipendenti in condizione di gestire Il domani per avere anche un utile.”
Guarda al futuro Pepe, pur garantendo che ormai la società non corre più alcun pericolo. A dare man forte anche Gabellone, che ha lanciato una replica a chi non aveva creduto alla salvezza di STP. “Siamo contenti anche perché sconfessiamo gli uccelli del malaugurio, che tante volte abbiamo sentito criticare. Anche quando la situazione era disperata non solo non abbiamo venduto le azioni ma abbiamo anche aumentato le quote di mercato arrivando oggi a raggiungere il 60%: oggi c’è l’interesse di essere soci azionisti di questa società, ieri no.”
“Oggi si chiude un pagina importante” ha poi concluso “E se n apre un’altra. L’impegno su cui stiamo ragionando adesso è nelle forme e nei modi giusti che riguardano il miglioramento dei servizi offerti. abbiamo in mente un’azione di rilancio per andare incontro ad una maggiore richiesta di trasporto pubblico. Le famiglie hanno bisogno dei sevizi e l’amministrazione è puntuale ed efficiente a perseguire gli interessi delle nostre comunità.”

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