Non ci sta più la Provincia ad assistere ancora alla situazione che riguarda la società “Terme di Santa Cesarea Spa” ormai al collasso e che avrebbe bisogno di un interessamento della Regione Puglia, che è socio di maggioranza.

La Provincia spiega le sue ragioni e lo fa in una conferenza stampa indetta questa mattina a Palazzo Adorno, alla presenza del presidente Antonio Gabellone, dell’assessore al bilancio Silvano Macculi e al sindaco di Santa Cesarea Terme, Daniele Cretì.
“Le terme non sono solo un’azienda ma un bene del comune e di tutto il territorio, per questo siamo qui.” Ha spiegato il sindaco Cretì, mostrando dati alla mano, come la società sia in perdita addirittura dal 2007. “In quell’anno i conti sono stati chiusi con 202mila euro in meno; nel 2008 la perdita è stata di 182mila euro, nel 2009 addirittura di 802mila euro; nel 2010 si è chiuso con 546mila euro in meno mentre nel 2011 con 423mila euro.”
Quasi due milioni di euro in cinque anni per il quadro ben chiaro di un’azienda in grave deficit che non solo fornisce un importante servizio ma che dà lavoro a 120 persone ora a rischio licenziamento.
Secondo la Provincia però, la colpa spetta alla Regione Puglia e al suo totale disinteressamento della situazione, nonostante i ripetuti richiami.
“È una vicenda paradossale,” afferma il presidente Gabellone, “una risorsa del territorio che viene completamente abbandonata dal governo regionale, che dimostra distanza e disinteresse. Purtroppo la Provincia ha un ruolo marginale, perché deteniamo una quota minima rispetto alla Regione ma non abbiamo rinunciato al proposito di migliorare questa situazione. “
Le quote della società sono infatti distribuite per il 50,49% alla Regione, mentre al Comune di Santa Cesarea spetta il 49,47%; altre quote di minoranza, sono detenute anche dai Comuni di Castro, Poggiardo, da alcuni soci privati e infine dalla Provincia di Lecce.
Per questo motivo si chiede alla Regione l’interessamento adeguato, perché decida una linea di intervento con lo scopo di risanare una situazione che dal presidente Gabellone è stata definita “ai limiti dell’assurdo. Non riesco a capire come il  presidente Vendola, non risponda di questa situazione. Se ragionando per ipotesi, lui fosse il proprietario di un’azienda, non credo la gestirebbe a così tanta distanza e con così tanto disinteresse, soprattutto poi se l’azienda è un gioiello del nostro patrimonio che garantirebbe anche nuovi sbocchi occupazionali oltre che a nuove risorse turistiche.”
La Regione pare non abbia mai risposto alle lettere formali e informali inviate sia dalla Provincia che dal Comune di Santa Cesarea Terme e anzi ha anche bocciato la richiesta di snellire il consiglio di amministrazione della società delle terme diminuendo il numero dei consiglieri, proposta fatta in seguito all’esclusione volontaria da parte della società ad alcuni finanziamenti pubblici che avrebbero permesso di rientrare delle spese di ristrutturazione degli impianti e che sono poi sfociati in un contenzioso con il comune.
“Invece di fantasticare e di andare per voli pindarici che sprecano risorse” ha concluso Gabellone, “Si potrebbe a costo zero trovare la soluzione. E noi siamo disponibili e pronti a mettere da parte gli interessi politici per fare gli interessi di un territorio. Abbiamo i sogno di una professionalità di altissimo livello che possa elevare la qualità dell’offerta dei servizi e della gestione delle attività.”

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