Sugitharan NavaratnamIn un Consiglio comunale poco partecipato, solo 20 su 32 dei consiglieri comunali, al centro dei lavori ancora il caso del Poligono militare di Torre Veneri, alla ribalta delle cronache cittadine degli ultimi mesi. La mozione è stata presentata da Carlo Salvemini, di Lecce bene Comune, subito dopo l’insediamento del 33esimo consigliere in rappresentanza agli extracomunitari, eletto qualche mese fa, il 37enne Sugitharan Navaratnam dello Sri Lanka

 

La mozione a firma di Salvemini e Citraro sullo stato dei fondali interessati dal poligono militare di Torre Veneri e sulla sospensione delle esercitazioni di fuoco, giunge a distanza di mesi dall’allarme lanciato con varie denunce, sull’inquinamento che decenni di esercitazioni senza le bonifiche del caso, hanno provocato. A questo si aggiunge anche  il pericolo dell’inquinamento da uranio impoverito, quel materiale trattato e usato all’interno delle munizioni, di cui è stata accertato l’effetto cancerogeno. Le successive indagini e la relazione stilata da un’apposita Commissione parlamentare escluderebbe la presenza di uranio impoverito ma persiste lo stato di inquinamento da assenza di bonifiche dell’intera zona.  Per altro in un sito ad alto valore paesaggistico e faunistico oltre che di interesse comunitario, a Frigole, tra il parco del Rauccio e l’oasi delle Cesine.

“Una verità a lungo nascosta forse anche per nostra negligenza”, ha commentato il consigliere Salvemini. Il poligono, infatti, nato nel 1959 non è mai stato sottoposto a bonifica nonostante dall’apposita Commissione parlamentare siano stati stanziati 75 milioni di euro per la bonifica di tutti i siti. La mozione di Salvemini è stata accolta all’unanimità con una piccola modifica nella richiesta di sospensione, da presentare al  Consiglio monotematico previsto per il mese prossimo, al quale prenderà parte una rappresentanza del Ministero della Difesa. “Garbo istituzionale” lo ha chiamato il sindaco Perrone, d’accordo sulla mozione di Salvemini ma “senza strumenti per avviare un’azione di veto sulle esercitazioni”. Lo stesso primo cittadino si sente in diritto di avviare tutte le azioni possibili se si accertasse uno stato di inquinamento dovuto agli addestramenti militari ma bisogna prima sentire i pareri da Roma.

Sui pareri romani si era precedentemente espresso anche l’assessore all’Ambiente, Andrea Guido, il quale dopo un’iniziale e forte presa di posizione, è sembrato più propenso al dialogo con il generale di corpo d’armata Massimo De Maggio, che presenzierà il Consiglio monotematico e, nel frattempo, vuole scandagliare i fondali di Torre Veneri con i sommozzatori dell’ufficio ambiente.

“Fate pure – ha commentato il consigliere di maggioranza Giuseppe Ripa – vi assicuro che troverete più proiettili che scogli”. Vale a dire centinaia di chili di materiale metallico che a contatto dell’acqua marina e indipendentemente dal contenuto, crea inquinamento. Da una prima ispezione effettuata  dall’assessore Guido, insieme ai rappresentanti della scuola di cavalleria che gestiscono la zona, lo stesso ha potuto constatare un evidente inquinamento anche delle aree verdi, dovuto ai militari che frequentano la zona, essendo la stessa interdetta a qualsiasi altro uso che non sia di esercitazioni militari. La pulizia dell’area dovrebbe essere fatta di concerto tra amministrazione ed esercito, secondo Guido.

Qualcuno in passato ha avanzato anche la possibilità di chiudere il poligono di tiro ma, si temono le negative ricadute economiche per chi gravita attorno alla struttura, mentre la bonifica a spese dei contribuenti che già sostengono i costi delle forze militari, sembra la soluzione più ovvia. La discussione è rinviata di fronte alle rappresentanze militari  e politiche nazionali, dopo le elezioni.

 

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