Nuovamente in “campo” i lavoratori del gruppo “Palumbo” che questa mattina, dopo l’ennesima riunione tenutasi presso l’azienda di Sternatia, si sono spostati a Lecce e hanno manifestato il loro disagio in piazza Sant’Oronzo passando dalla sede della Provincia e dalla Prefettura per poi spostarsi a Melendugno.

Al loro fianco le organizzazioni sindacali Fillea Cgil Filca Cisl Feneal Uil.
Lo stato di agitazione riguarda la ripresa dei lavori della Regionale 8, un’opera cantierizzata e poi sospesa in assenza dei permessi necessari per il prosieguo. La controversa vicenda della strada che dovrebbe collegare Lecce a San Foca, passando per Vernole, ha visto numerosi “stop” nel corso della sua prevista realizzazione, a cominciare dagli ambientalisti sui quali ha prevalso l’azienda Sica s.r.l, deputata all’esproprio dei terreni. Ma successivamente l’ufficio tecnico del comune di Vernole ha provveduto a fermare i lavori, adducendo a carenze di ordine tecnico-burocratico del cantiere. A partire dall’autorizzazione paesaggistica con relativa compatibilità e la Via, Valutazione di Impatto Ambientale rilasciata dalla regione. Quest’ultima, già rilasciata nell’aprile del 2008 avrebbe  validità triennale, anziché quinquennale come da regolamento nazionale. Anche  questa procedura legale è stata superata con l’intervento regionale che ha prevalso sulle obiezioni,  per andare tuttavia incontro al diniego del sindaco di Melendugno, dove i lavoratori stanno  manifestando, dopo l’impegno delle istituzioni a farsi carico del problema. “Oramai si sentono tutti in diritto di dire la loro – ha commentato il segretario generale della Fillea Cgil, Alessio Colella – sembra di trovarci di fronte ad un’ipotesi di progetto e non ad un’opera già finanziata e cantierizzata e con una storia venticinquennale alle spalle”. Il presidente provinciale Gabellone e il prefetto Perrotta si sono fatti promotori dell’incontro in Regione,  quest’ultima ha garantito  massima disponibilità ed impegno ma subito dopo la campagna elettorale. Sì, perché la vicenda ha tutta l’aria di una diatriba politica, nonostante l’opera sia  stata finanziata per 55 milioni di euro, somma di cui ha diritto il gruppo Palumbo, titolare dell’appalto, inclusi gli interessi finora maturati e circa 200 lavoratori rischiano di rimanere a casa privi persino degli ammortizzatorisociali che percepiranno fino al 31 marzo prossimo, data di scadenza del CIG. L’ultimo passaggio per poi avviare i lavori riguarda la firma del Responsabile Unico del Procedimento, in Regione.

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