Il Giudice Monocratico del Tribunale di Vicenza, Giovanni Pachera, ha  assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” i cinque tifosi del Lecce che, il 23 maggio 2010, si recarono a Vicenza per assistere all’incontro di calcio Vicenza-Lecce, valevole per il campionato nazionale di serie “B”, della stagione 2009/2010.

L’accusa mossa a carico dei tifosi Mattia Gerardi, Giulio Sale, Jacopo Coletta, Emanuele Leo Emanuele e Cristian Pinto era quella di aver introdotto materiale pirotenico nelle adiacenze dello stadio Romeo Menti di Vicenza: fermati al casello autostradale di Vicenza Est (ad 8,5 km di distanza dal luogo della manifestazione sportiva) i tifosi furono perquisiti e fu impedito loro di accedere alla partita del Lecce, che quel giorno avrebbe potuto festeggiare la promozione nella massima serie.
Ma non basta, a seguito della contestazione mossa dalla Digos, il Questore di Vicenza applicò il Daspo agli stessi tifosi con il divieto assoluto di assistere, per la durata  di 5 anni, a tutte le gare di calcio della serie A, B, C1, C2 e D, a quelle della Nazionale italiana di calcio Maggiore e “Under 21”, nonché alle gare di Coppa Italia, Coppa Uefa e Champions League (misura, allo stato, ancora in atto).
Ebbene, nell’udienza dello scorso 18 febbraio, sentita la discussione del Pubblico ministero e degli avvocati difensori degli imputati, il Giudice vicentino ha pronunciato la sentenza di assoluzione, ponendo fine alla spiacevolissima vicenda che ha visto protagonisti i malcapitati ragazzi leccesi e rendendo giustizia ad una situazione che aveva del paradossale.
I tifosi, infatti, recatisi a Vicenza avevano subito il sequestro di materiale pirotecnico (di semplice consistenza e del genere rinvenibile in libero commercio) che, oltre a non essere mai stato introdotto nelle “adiacenze” dello stadio Menti, era stato depositato, per gli eventuali successivi festeggiamenti, in pullman parcheggiati ben lontano dai luoghi dedicati alla manifestazione sportiva.
Il Giudice monocratico, sposando il principio della  Cassazione sul concetto di “vicinitas” ai luoghi di manifestazioni sportive, ha assolto gli imputati, che erano assistiti dagli avvocati Michele Bonsegna, Giuseppe Milli e Giuliano Fina.

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