Sollevarsi contro oppressioni, abusi, violenze, ma anche “sorgere” a nuova vita, a nuova condizione, manifestare, parlare, denunciare, dire: è questo lo spirito dell’insorgenza e dell’insurrezione che ha coinvolto milioni di persone, donne e uomini, in ben 189 piazze di altrettanti Paesi del Mondo, oggi, per lanciare un messaggio di positività contro la violenza sulle donne.

 

Anche a Lecce, nella centralissima Piazza Sant’Oronzo pomeridiana, un folto gruppo di donne di ogni età ha aderito all’iniziativa “OneBillionRising” (un miliardo insorge), partecipando ad un flash mob che, scattate le 18.00, ha investito di energia danzante ogni passante incuriosito. All’urlo “Alzati, danza”, le donne hanno ballato a ritmi afro, secondo le vibrazioni di una breve ma efficacissima coreografia. Tre percussionisti, calzamaglie, accessori rossi per ricordare il sangue della violenza, tacchi e sneakers si alternavano, battenti, sul pavimento dell’ovale ai piedi della Colonna di Sant’Oronzo. E tanti sorrisi, mentre le braccia si alzavano e volavano al cielo, disegnavano cerchi nell’aria, si ricomponevano, cedevano lo spazio alle curve dei capelli d’ogni colore.
Il flash mob a Lecce è stato organizzato dalla Casa delle Donne e la coreografia è stata realizzata con il supporto della maestra e ballerina Maria De Filippi. Promotrice dell’iniziativa mondiale è l’autrice Eve Ensler (suoi i Monologhi della vagina) e anche fondatrice del V – Day, scrive l’ideatrice della giornata: “Un miliardo di donne che subiscono violenza sono un atrocità, ma un miliardo di donne che ballano sono una rivoluzione”; con questo slogan la Casa delle Donne di Lecce ha invitato donne e uomini a partecipare attivamente al flash mob e a dichiarare il forte no alla violenza sulle donne.
In tante oggi anche a Roma hanno ballato e cantato, da piazza dei Trinità dei Monti fino a piazza di Spagna, secondo una danza che con l’energia gioiosa prova a testimoniare e sensibilizzare, soprattutto per la formazione di una coscienza civile diffusa e soprattutto per i Paesi in cui le leggi sulle violenze sessuali non sono contemplate dai codici del diritto.
La solidarietà femminile è un abbraccio, una catena che può opporsi alla violenza, è una voce che può raccontare, anche attraverso il supporto di strutture come i centri anti-violenza; che il rosso sia solo il colore della passione e dell’amore, di quel sangue caldo e pulsante che richiama esclusivamente alla vita.

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