C’è la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Pierangelo Patrizi, il 43enne leccese arrestato il 3 giugno del 2010 per aver venduto viagra adulterato sul web. L’uomo, difeso dagli avvocati Riccardo Giannuzzi e Giancarlo Caiaffa, finì nei guai nell’ambito di una maxi operazione partita dalla Procura di Catania

e il cui fascicolo finì a Lecce sul tavolo del sostituto procuratore Carmen Ruggiero. L’uomo ottenne gli arresti domiciliari dopo meno di una settimana e nel corso dell’interrogatorio di garanzia negò di conoscere che le pasticche fossero state contraffatte. Le accuse mosse a Patrizi sono quelle di ricettazione, esercizio abusivo della professione sanitaria, importazione e vendita di farmaci irregolari. L’operazione venne condotta sull’intero territorio nazionale con un’operazione ribattezzata “Farmastore” e si concluse con l’emissione di quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere e oltre 200 indagati. Dalle analisi compiute pare che la composizione fosse costituita in particolare da gesso. Ora il gip dovrà fissare la data per l’udienza preliminare.

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