“Virgulti di ghiaccio” è un messaggio di speranza per i giovani che Giuseppe Politi racconta senza pretese di cattedra ma a loro accostandosi con molto rispetto come traspare anche da una sua massima alla fine del romanzo: “Non ho inteso d’insegnar nulla… ma d’imparar qualcosa!”.

Un volume finemente rilegato, già in terza edizione ed impreziosito da una copertina assai indovinata, di Anna Pia Politi che ha saputo conferirle un significato denso di contenuto attenendosi alla materia del romanzo che è preceduto da una bella e significativa presentazione del noto critico salentino Mario De Marco.
Un libro di facile lettura, in cui si nota freschezza di stile e trasparenza di pensiero che albergano esclusivamente in chi, come l’autore, crede fermamente nei valori della vita offrendo a piene mani, ai suoi lettori, belle sensazioni mai provate.
Egli trasferisce abilmente su carta le proprie emozioni e passioni, un atto di generosità nei confronti di chi legge fino a farne nutrimento per la mente, l’anima ed il cuore.
Il tema centrale del romanzo è la droga rappresentata come un male morale e non solo; espediente perverso che nella Società moderna, vinta dal progresso tecnologico, depauperata dei rapporti umani, spesso dimentica dei veri valori, sconvolge le menti dei giovani più fragili ovvero dei “virgulti di ghiaccio”.
L’autore compie, dunque, un’attenta analisi del dramma chiamato droga, un impegno che ha richiesto ben quattro anni di studio sul flagello della tossicodipendenza, colloquiando in varie Comunità Terapeutiche con i giovani ospiti, genitori e sacerdoti, psicologi e psicoanalisti che degli uni e degli altri si occupano.
Un romanzo etico-sociale di grande valenza, in cui protagonisti e comparse rappresentano una storia avvincente ed intrigante sin dalla prima pagina.
Un’opera che definirei un piccolo e grande scrigno da leggere e custodire gelosamente in libreria e che l’autore dedica a tutti i giovani… “virgulti” della Società, con l’augurio che sappiano restare sempreverdi nel cuore, nell’animo, nella mente!

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