Uslecce_memushaj-4Sembrava che ci fossero stati evidenti segni di miglioramento ma forse ci si era illusi. Il Lecce, pasticcione e disorganizzato spreca una buona occasione per decollare…

Che il Portogruaro fosse una di quelle squadre ostiche che non sai come prendere si poteva anche intuire, visto il precedente pareggio a Trapani ed i 21 punti fatti in casa sui 29 totali, ma che il Lecce si offrisse come vittima sacrificale alle pretese del Portogruaro questo proprio nessuno se lo aspettava. Ci sono due frasi che il tecnico ha rilasciato a fine partita che mi lasciano piuttosto perplesso. La prima: “ mi aspettavo nel secondo tempo un loro calo fisico che non c’è stato” e la seconda:” …quindi non sono calati anche se, a mio avviso, il Portogruaro non ha avuto la volontà di vincere la partita, volontà che invece avevamo noi. Peccato perché qui dovevamo riuscire a vincere”. Inoltre c’è da annotare anche lo sfogo del Presidente che si sofferma sui cambi operati in corsa da Toma ed in specie l’inserimento di Tomi, ormai completamente nel pallone e scaricato anche dalla società per la quale Tomi rappresenta un problema al punto da poter affermare: “…Tomi… ma abbiamo sempre detto all’allenatore che per noi Tomi può anche non giocare e invece… E’ bene mettersi in testa che non è più tempo di fare esperimenti ma tanto lui continuerà a farli”.

Dichiarazioni abbastanza pesanti e la cui decrittazione, ammesso che fossero di difficile interpretazione, potrebbe far pensare ad una chiara presa di distanza dal tecnico. Poiché, però, bisogna continuare ad essere razionali anche di fronte agli eventi poco positivi, vediamo almeno di inoculare un minimo di fiducia in un ambiente che sta sfilacciandosi. Credo che oggi, dinnanzi a queste difficoltà, si possa più chiaramente percepire come le responsabilità non fossero solo ed esclusivamente del diavolo Lerda, ma come ci fossero delle “lacune” intrinseche all’organico che si stanno evidenziando dopo un campionato abbastanza usurante. Il Lecce non è mai stato questa supercorazzata che si voleva a tutti i costi ammannire ai tifosi, e sbaglia la tifoseria più viscerale a considerare come inappropriato l’attuale posto che la squadra detiene; il Lecce ha un buon organico, anche se non perfettamente equilibrato, che può e ribadisco può competere con le migliori della categoria ma che non ha per niente le caratteristiche che possano farla elevare di molte spanne sulle altre e, pertanto, la lotta sarà dura, anzi durissima, e per queste sei partite che mancano bisognerà convincersi che si tratterà di sei battaglie da condurre con il cuore in gola e con l’impeto necessario. Non si può pensare che l’avversario possa “crollare” nei secondi tempi e non si deve neanche pensare che non abbia voluto vincere. Entrambe le affermazioni, se vere e convinte, depongono molto male su quello che sarà il futuro del Lecce. Ho auspicato che da adesso e fino alla fine del campionato si mettano in campo i migliori sul piano fisico e mentale ed i cambi, eventuali e non sempre necessari, si facciano solo se imposti dalla necessità. Non dico che si debba necessariamente vincere per diritto divino le sei partite che rimangono anche se lo auspico, ma dico pure, al fine di non essere male interpretato, come sia anche opportuno prepararsi mentalmente a disputare i play off onde evitare di trovarsi spiazzati dinnanzi a questa evenienza che non è la fine del mondo ma la naturale conclusione di un torneo che, per il Lecce, non è stato certamente equilibrato.

Sono venuti meno giocatori celebrati sui giornali ma non certo con le prestazioni sul campo, è venuto meno il supporto della tifoseria che non basta essere per la squadra e con la squadra ma che doveva e deve, anche con onestà intellettuale, individuare i limiti che questa squadra aveva ed ha, ed è anche venuto meno il supporto tecnico dei responsabili che hanno preferito intestardirsi su moduli di gioco talvolta inapplicabili per la caratteristiche tecnico-agonistiche dei calciatori.

Ma allora è finito tutto? Per nulla perché non è detto che il Trapani vinca tutto ed il Sudtirol anche (lo scontro diretto potrebbe ridimensionare entrambi), ma per il Lecce occorre evitare nuovi moduli e tattiche di gara spesso azzardate. Credo che Toma abbia il buon senso per garantire un giusto equilibrio sul campo e nello spogliatoio così come credo che non sia il caso adesso di esprimere dubbi sull’operato del tecnico. Lavorino tutti con la giusta concentrazione e la doverosa serenità perché l’obbiettivo è ancora raggiungibile in prima battuta.

Mario La Mazza