chiazzaluri campoLe tradizioni e le antiche rivalità tornano alla luce in modo originale. Come? Attraverso una partita di calcetto. La stravagante idea è frutto delle accurate indagini sul territorio svolte da Marco Belfiore, cittadino di un piccolissimo comune dell’entroterra salentino, Barbarano del Capo. Novecento anime o forse poco più ma tanta voglia di fare un tuffo nel passato e riscoprire desuete dispute ormai quasi dimenticate da tutti.

La rivalità in questione pare essere stata motivo di numerosi dissapori tra gli abitanti del paese, specialmente in epoche in cui essere dei “chiazzaluri” e incontrare un concittadino che faceva parte dei “cappaddari” poteva essere motivo di grosse incomprensioni.

Non risulta certo che gli abitanti divisi nelle due fazioni passassero intere giornate a farsi la guerra, ma il territorio su cui sorgeva il comune era diviso in due zone ben precise, quella adiacente la cappella e quella della piazza, divise da Via di Mezzo che porta appunto il nome di questa divisione.

A partire dagli anni Settanta il contrasto si è fatto più genuino: attriti archiviati e palla al centro, le due fazioni si sfidano sul campo di calcio.

La partita di pallone “chiazzaluri vs cappaddari” diventa uno degli eventi più attesi dell’anno e oggi come allora si avverte già nell’aria quella trepidazione in attesa del fatidico incontro in campo. Il 30 marzo alle ore 17, sportivi e non, tutto il paese si riverserà nel piccolo campetto del paese dove gli avversari delle due squadre si contenderanno il titolo di campioni.

Chissà che questa competizione non riesca a placare i concitati animi che da diversi mesi si pizzicano verbalmente sul web, nelle strade del paese o durante la pausa dal lavoro al bar. D’altro canto b isogna meritarsi il soprannome di “ciole”, attribuito da chi abitava nei paesi limitrofi con l’intento di paragonare i barbaranesi a degli uccelli, simili ai merli, che avevano l’abitudine di nidificare nel terreno prossimo alle due voragini naturali presenti nei pressi di Leuca Piccola e che creavano un notevole chiasso. Da qui si desume che “chiazzaluri” e “cappaddari” avevano qualcosa in comune, la congenita propensione alla dialettica, in altre parole, sono tutti dei gran chiacchieroni, motivo per cui l’attrito verbale prende per ora il posto di quello fisico.

In attesa dunque che gli sportivi scendano in campo, ci gustiamo questi simpatici screzi, simbolo del profondo attaccamento alle tradizioni del passato e alle proprie radici.

Che vincano i migliori!

Pamela Villani