Cena a sbafo con ospiti d’eccezione nel corso della rassegna del “Premio Barocco” senza però provvedere a pagare per intero il servizio di catering. L’allora patron Fernando Cartenì è stato così condannato dal Giudice del Tribunale Civile di Casarano a saldare il conto, (quantificato in 4 mila ed 800 euro), con la pasticceria “Maggio”

che garantì l’organizzazione di quell’evento in maniera assolutamente impeccabile. Una serata in un’elegante location, un cast di ospiti d’eccezione per un appuntamento in cui il servizio catering assicurò pietanze e piatti succulenti e ricercati per una clientela così esclusiva. Tutto perfetto, o quasi, in quella serata inserita nell’ambito della rassegna del “Premio Barocco”, che, per anni, ha rappresentato l’appuntamento di punta nella programmazione estiva di “Mamma Rai”. Un difetto, però, ci sarebbe stato e avrebbe coinvolto il Presidente dell’omonima associazione culturale, Fernando Cartenì perché, a distanza di anni, una parte del pagamento del servizio catering non sarebbe stata estinta e il giudice del Tribunale Civile di Casarano, Maria Paola Sanghez, ha condannato l’ex patron al pagamento della somma debitoria da destinare in favore della pasticceria “Maggio” di Maggio Quintino, che sorge in Piazza “San Quintino” ad Alliste. La sera del 9 giugno del 2006, un cast d’eccezione aveva raggiunto l’esclusivo ristorante “Terenzano Club”, che sorge sulla provinciale Alliste-Torre San Giovanni. Tra gli ospiti legati al mondo dello spettacolo, erano presenti, in abiti da sera, tra gli altri, il presentatore della serata Fabrizio Frizzi, il giornalista di origini leccesi, Antonio Caprarica, gli attori Leonardo Pieraccioni, Ornella Muti, Giorgio Panariello, i presentatori televisivi Enzo Iacchetti, Paolo Bonolis e Milly Carlucci, il gruppo musicale dei “Pooh” e la show girl Maddalena Corvaglia. Il Presidente dell’Associazione, per l’occasione, aveva organizzato un buffet di tutto rispetto, per un valore complessivo di sei mila e seicento euro. Cartenì stipulò il contratto con la pasticceria, sottoscrivendo di persona l’impegno al pagamento della somma complessiva firmando il contratto con il quale il servizio di catering venne affidato alla pasticceria di Alliste. Dopo un primo acconto con cui Cartenì saldò il pagamento di una tranche di mille ed ottocento euro, il patron “dimenticò” di saldare il conto finale omettendo di versare i restanti quattro mila ed ottocento euro. Nonostante il titolare della pasticceria, in tutti questi anni, abbia sollecitato Cartenì ad estinguere il debito, l’allora patron del “Premio Barocco” avrebbe fatto orecchie da mercante alle varie raccomandate pervenutegli. Così, dopo vari solleciti, Cartenì è stato chiamato in giudizio davanti al Tribunale Civile di Casarano e le ragioni della pasticceria “Maggio”, assistita dall’avvocato Giacinto Mastroleo, sono state accolte con la sentenza emessa dal Giudice Maria Paola Sanghez che, giovedì scorso, ha disposto il pagamento della somma debitoria accumulata da Cartenì in questi anni.

 

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