Momenti di tensione questa mattina a Palazzo Carafa, tra l’assessore alle politiche ambientali Andrea Guido e i rappresentanti del Circo di Marina Orfei al quale è stata notificata la cessazione immediata di tutti gli spettacoli e lo sgombero dell’area entro le prossime 24 ore. Durante la conferenza indetta dall’assessore, hanno fatto irruzione Giuseppe Spada, marito di Marina Orfei, e il suo avvocato.

Secondo il rappresentante del circo il Comune avrebbe causato grossi danni finanziari a causa della notifica di sgombero, che nasce però da alcuni atti presentati dal circo stesso per ottenere l’autorizzazione comunale all’occupazione di suolo pubblico, che sono risultati falsi.
In particolare si tratta di un contratto per lo smaltimento dei liquami, che sarebbe stato realizzato con una ditta di Bitonto la quale ha espressamente, mediante lettera, affermato di non avere alcun accordo con il circo di Marina Orfei.
Questo ha fatto scattare la notifica, a conclusione di una lunga polemica nata dall’accoglimento nelle scorse settimane in consiglio comunale della mozione per impedire ai circhi con animali di sostare nella città di Lecce. Questa decisione aveva già creato scontri verbali tra il circo di Marina Orfei e l’assessore Guido, chiudendosi con una labile tregua, nel momento in cui era stato accertato che il circo sarebbe stato l’ultimo con animali a sostare a Lecce.
“Non avrei avuto problemi,” ha affermato l’assessore Guido, “Perchè l’autorizzazione per il circo di Marina Orfei, è stata fatta sei mesi fa, quando ancora non ero assessore ma era chiaro che questo sarebbe stato l’ultimo ad essere tollerato.”
Sarebbero stati quindi gli atti stessi risultati falsi a scatenare la notifica e a far scattare quindi anche i controlli di Magistratura, Asl e degli Ispettori Ambientali dell’assessorato. Ora il circo rischia anche l’accusa di inquinamento ambientale, perché è stato accertato che i liquami prodotti, sono stati gettati sulla sede stradale e sono state utilizzate le fognature comunali senza alcuna autorizzazione.
Per contro i rappresentanti del circo, hanno fatto presente che non essendo l’area dello Stadio Comunale, attrezzata a dovere per tali situazioni, non avrebbero dovuto concedere l’autorizzazione.
Non solo, gli ispettori Asl hanno anche ritrovato un pony senza vita e al momento sarebbe sotto controllo da parte dei tecnici che ne spiegheranno la causa della morte.
Il circo avrebbe quindi l’obbligo di sgomberare entro le prossime 24 ore, con costi che secondo Giovanni Spada, marito di Marina Orfei, saranno eccessivi per le loro finanze. “Ci avete rovinato!”, ha poi esclamato l’uomo con rabbia in conferenza. “Ora dovremmo far fronte a spese che voi neanche immaginate e io ho la responsabilità di nove famiglie e non abbiamo neanche i soldi per potercene andare!”

A seguito dell’incontro di questa mattina, l’assessore Guido con il beneplacido del Sindaco Paolo Perrone, ha poi prorogato l’attività di Marina Orfei fino al 3 marzo: “Di concerto con il sindaco – ha affermato in una nota – ho deciso, viste le immediate iniziative poste in essere dalla società che gestisce il Circo di Marina Orfei per risolvere e porre rimedio alle problematiche riscontrate e che hanno determinato l’adozione del provvedimento del dirigente Paolo Rollo e l’informativa inviata alla Magistratura da parte del Comando della Polizia Municipale,  di concedere un’ulteriore chance alla compagine della signora Marina Monti Condesnitt ”.
“Per evitare il rischio – spiega Guido – di procurare un grave danno economico alla famiglie degli operatori a seguito del circo, situazione che, a quanto pare, non è tra le più floride, ho preferito ammorbidire la mia posizione. Peraltro, sono venuto a conoscenza anche di vicende che sul piano umano mi hanno rattristato imponendomi una profonda riflessione. Per queste ragioni ho messo da parte anche gli attacchi rivolti in pubbliche sedi alla mia persona e al ruolo istituzionale che rivesto optando per una soluzione più accomodante della vicenda anche se le  responsabilità della cattiva condotta degli operatori circensi verranno valutate in altre e più opportune sedi. Non avrei mai sopportato di arrecare danno a persone che nulla hanno a che vedere con gli illeciti riscontrati, per i quali saranno solo i responsabili a pagare”.

 

 

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