Politica_gabellone19

Il provvedimento transitorio per i 46 comuni dell’Ato Le2 che per poco tempo avrebbero conferito nella discarica di Ugento dell’Ato Le3, è divenuto pianta stabile con relativi disagi per i comuni afferenti. Il presidente della provincia Gabellone chiede al governatore regionale un incontro urgente.

Le amministrazioni comunali, quelle più direttamente interessate Ugento, Acquarica del Capo, Presicce, lamentano il sovraccarico di rifiuti nell’impianto di Ugento che rischia il collasso e il presidente della provincia, sollecitato dai sindaci, scrive nuovamente al governatore Vendola. “Come è certamente a Sua conoscenza e come mi premurai di comunicare a tempo debito all’Assessore Dott. L. Nicastro (mia raccomandata del 12 novembre 2012), in detto impianto non vengono smaltiti soltanto i rifiuti dei Comuni dell’ex A.T.O. LE/3 ma anche quelli di altri 46 Comuni facenti parte dell’ex A.T.O. LE/2. A tale decisione si era indotto il Suo Ufficio di Commissario Delegato (ordinanza n° 79/CD del 6 novembre 2009) per affrontare, in via transitoria, una situazione di vera e propria emergenza. È però accaduto, nel corso degli ultimi anni, che detta ordinanza sia stata più volte prorogata fino a giungere all’ultimo provvedimento tuttora vigente (ordinanza n° 7/CD del 19.11.2012), in forza del quale lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati dei 46 Comuni ex A.T.O. LE/2 continua ad essere effettuato nello stesso impianto di Ugento fino a tutto il prossimo 19 maggio 2013”.

Ciò che gli amministratori e il presidente provinciale invocano in tempi brevi è un incontro negli uffici regionali per chiarire la posizione e prendere gli idonei provvedimenti ad una situazione non più sostenibile.
“A poco meno di due mesi dalla scadenza, le Amministrazioni di Ugento, Acquarica del Capo e Presicce, facendo proprio il malcontento delle popolazioni rappresentate e delle associazioni attive sui rispettivi territori, hanno assunto un atteggiamento di ferma opposizione a qualsiasi eventuale proroga dell’ordinanza in scadenza ed hanno congiuntamente formulato diffida ad intraprendere “entro e non oltre il 19 maggio 2013, (…) tutte le azioni necessarie per conferire presso altre sedi i quantitativi di rifiuti provenienti dai 46 Comuni el Bacino di utenza Lecce due.”

 

 

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