finanzaTrovano un involucro con alcuni grammi di cocaina sul muretto di cinta, e il proprietario dell’abitazione viene denunciato. Dopo un’accurata indagine, la Guardia di Finanza scopre che la droga sarebbe stata piazzata, su mandato della ex-convivente del padrone di casa, da altre due persone.
Storia a lieto fine per un 31enne di Ruffano, che si è visto incastrato, a sua totale insaputa, dalla compagna dell’epoca e da altre due persone. I fatti risalgono alla primavera scorsa. Una telefonata anonima, (con voce femminile), informa la Guardia di Finanza di Gallipoli di recarsi alla periferia di Ruffano, dove sul muro di cinta dell’abitazione del 31enne gli investigatori avrebbero trovato della sostanza stupefacente. L’immediato intervento consentì, effettivamente, di trovare e sequestrare la droga, circa dieci grammi di cocaina imballati in un involucro e il proprietario di casa fu così denunciato. Per il fiuto e l’acume investigativo delle fiamme gialle e dei carabinieri del Nucleo Radiomobile di Casarano, qualcosa, nella vicenda, apparve subito contraddittoria e vennero avviati una serie di accertamenti. Scattarono così pedinamenti, controlli ed intercettazioni a carico di alcune persone, sospettate di aver teso un tranello al 31enne, assistito, in questa vicissitudine, dagli avvocati Walter Gravante e Federica Maglie. Gli investigatori, a distanza di circa un anno, arrivano a chiudere il cerchio attorno ai presunti responsabili di questa simulazione di reato. Presunta mandante della droga piazzata “a tradimento” sarebbe stata la ex-convivente del 31 enne, S.P., 26 anni di Ugento, (già nota alle forze dell’ordine),che, secondo le indagini, avrebbe appositamente assoldato altre due persone con l’incarico di simulare tracce di reato, piazzando lo stupefacente all’interno dell’abitazione del 31enne. Nei guai sono così finiti anche i presunti autori materiali, F.T., di Ugento, di 33 anni, tuttora ai domiciliari per reati legati al mondo dello spaccio di stupefacenti e I.C., 28enne, incensurato di Corsano. Per tutti le accuse mosse sono quelle di simulazione di reato e calunnia, e l’indagine sembra estendersi anche ad altre persone. Ma perché la ex convivente avrebbe organizzato una simile messinscena per inguaiare il suo allora compagno? Secondo quanto accertato, alla base della ripicca, ci sarebbero vecchi dissapori tra la coppia, peraltro mai sopiti, legati a faccende personali che avrebbero portato ad una escalation di rappresaglie. La droga piazzata in casa sarebbe solo una delle tante ritorsioni subite dall’uomo: in altre circostanze sempre gli stessi denunciati sarebbero stati incaricati di eseguire altre ritorsioni nei confronti del 31enne.

Francesco Oliva

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