2013-3-29-conf-provTagli discrezionali ma non dei servizi essenziali e la provincia di Lecce recupera dieci milioni di euro. “Un piano di risanamento avviato dal 2009 e consolidato nell’anno appena trascorso, un bilancio dai conti in ordine” per l’assessore al Bilancio Silvano Macculi.
E’ stato presentato questa mattina l’approvazione del rendiconto di gestione del 2012 in una conferenza presieduta dal direttore generale provinciale Refolo, del dirigente ai Servizi finanziari Pantaleo Isceri, dell’assessore Macculi e del presidente Gabellone.
Debiti fuori bilancio a cui si è dovuti far fronte, tagli discrezionali alle spese e investimenti per 48 milioni di euro finanziato con fondi esogeni provenienti da regione, governo centrale e comunità europea, intercettati dalla provincia, alla base dell’attività dell’ente. I servizi offerti ai cittadini sono rimasti invariati mentre le richieste sul patto di stabilità sono state mantenute. Questo in sintesi quanto esposto dall’assessore Macculi che, carte alla mano, ha documentato l’andamento economico e gestionale della provincia. “Siamo riusciti ad essere efficienti ed efficaci come la legge richiede”.
“Abbiamo raggiunto un bel risultato” ha commentato il presidente Gabellone fregiandosi di essere tra i pochi enti pubblici ad aver approvato in Consiglio il bilancio del 2013, mentre a breve saranno presentati i bandi per le alienazioni affidate alla società partecipata “Celestini”. Sì perché i conti tornano ma molto dipende dalla vendita degli immobili messi all’asta dalla provincia, come ammette lo stesso assessore Macculi. La nascita della società per la cartolarizzazione, infatti, se da un lato avrebbe reso più vantaggioso il processo a fronte dell’alienazione, cioè della vendita diretta degli immobili, dall’altro si è rivelata infruttuosa. Con il blocco al credito, la società non ha potuto erogare alla provincia quanto previsto negli accordi preliminari. Per bypassare l’ostacolo, si sta provvedendo a perfezionare i passaggi per la pubblicazione dei bandi per la vendita dell’immobile “I Cassinesi”, frazionato in più lotti e per il quale l’ente dovrebbe recuperare 11 milioni di euro.
“Con la vendita dei Cassinesi appianeremo il deficit, in parte contenuto ma in parte ancora da scontare e ci permetterebbe di avere qualche risorsa in più secondo il patto di stabilità, per le esigenze delle imprese, attualmente le più sofferenti del territorio, che lasciano i cantieri perché gli enti sono insolventi”. Il presidente Gabellone è fiducioso nonostante la difficoltà della mancanza dei trasferimenti statali che hanno messo in ginocchio gli enti territoriali. Dai 27 milioni del 2009, la provincia di Lecce per il 2013 percepirà trasferimenti pari a 9 milioni di euro, i 18 milioni mancanti mettono in sofferenza i conti ai quali si ricorre con le entrate tributarie.

“Abbiamo aumentato solo l’Rc Auto” ha chiosato Macculi “e in un momento di difficoltà per il buco da sette milioni contestato dal Ministero, per il quale si è poi accertato l’errore di trascrizione”. Se le spese, come documentato, sono scese dagli oltre 75 milioni del 2008 ai 67 e rotti del 2012, le entrate tributarie alla provincia corrispondono a 57 milioni di euro, più 45 milioni per trasferimenti, più 7 milioni di extra tributarie, più 13 milioni di partite di giro e spiccioli di gettito per voci minori. Dalla somma si evince che il pareggio è più che raggiunto senza considerare le partecipate che sarebbero tutte in attivo. Resta il fatto che il 2012 si è chiuso con un avanzo disponibile di 282 mila euro ma con debiti fuori bilancio pari a 3 milioni e 200mila euro, “Cifra da non ascriversi alla gestione dell’attuale Amministrazione” precisa Macculi secondo il quale, il debito fuori bilancio più importante riguarda la perdita e ricapitalizzazione della Stp. A detta degli amministratori provinciali, con un altro piccolo sforzo la provincia dovrebbe essere fuori dal pantano in cui si è ritrovata a metà del suo mandato, mentre per la fine della legislatura, dovrebbe lasciare i conti perfettamente in ordine al contrario di come li ha trovati.

M. Cristina Pede