slide-frisulloLa creazione di “un protocollo antigiuridico collaudato, condiviso tra Sandro Frisullo e Giampaolo Tarantini” per intervenire su gare d’appalto nella sanità pugliese è alla base delle motivazioni della sentenza – depositata in queste ore – che il 24 dicembre scorso decretò la condanna a 4 anni e 3 mesi per Tarantini e a 2 anni e 8 mesi per Frisullo ex vicepresidente Pd della Regione Puglia. Il processo si era svolto con la formula del rito abbreviato dinanzi al gup di Bari Alessandra Piliego, un terzo imputato, il primario neurochirurgo Antonio Montinaro era stato assolto mentre per Claudio Tarantini e il dirigente della Asl di Lecce Vincenzo Valente, il processo si svolge con rito ordinario. Le accuse di partenza erano a vario titolo per associazione a delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta e millantato credito per fatti risalenti al periodo tra il 2007 e il 2009. Le motivazioni della sentenza, che si dipanano su circa 130 pagine, sostanzialmente confermano la credibilità delle diverse chiamate in correità svolte da Gianpi Tarantini verso Frisullo anche se “non risulta adeguatamente provato il pagamento di tangenti a Frisullo, riferito dal Tarantini, – si legge – pur avendo una sua logica, alla stregua delle aggiudicazioni (di appalti n.d.r.) intervenute in suo favore all’esito di procedure amministrative ‘malate’ ed apparendo pienamente compatibile con il suo tenore di vita, in quanto sguarnito di riscontri estrinseci individualizzati”.

Invece, sempre secondo quanto scrive il giudice, “le dichiarazioni di Tarantini circa le altre utilita’ procurate in favore di Frisullo risultano corroborate da riscontri estrinseci individualizzati”, in riferimento a una serie di regali “due cappotti Burberry, un cappello della stessa marca, in altre occasioni due abiti, un paio di scarpe di camoscio marrone – come dichiarato dal Tarantini e riportato in sentenza, oltre al pagamento delle pulizie nell’appartamento di Bari “che il politico permetteva a Tarantini di usare oltre ad avergli messo a disposizione il alcune occasioni il suo autista personale e di aver provveduto all’intermediazione e al pagamento di prestazioni di natura sessuale”. Qui narra la sentenza “sono proprio le gare, oggetto dei reati fine contestati, ad imprimere a quelle regalie e attenzioni una connotazione marcatamente illecita, riscontrata in particolare dalle utilita’ di natura sessuale pure procurate da Giampaolo Tarantini”. Nella stessa sentenza si argomenta anche la condanna a Tarantini per turbativa d’asta in merito a due gare di forniture sanitarie, da tavoli operatori a strumentari chirurgici, per la ASL di Lecce nel 2008, tramite l’interessamento del direttore amministrativo Valente. Il giudice afferma che:” le risultanze probatorie in atti hanno dimostrato la reiterata messa in moto della macchina burocratica della ASL di Lecce in favore dell’imprenditore barese, con conseguente svincolo di notevoli capitali pubblici all”insegna degli accordi intercorsi con Sandro Frisullo.” In sostanza per il giudice “Gianpi Tarantini e’ da considerarsi con certezza il promotore ed organizzatore del sodalizio cui va imputato l’atto di impulso del patto illecito che ha stretto con Frisullo. Quest’ultimo e’ il referente politico del sodalizio ed e’ nelle condizioni anche psicologiche di dover ricambiare i favori ricevuti dall’imprenditore”. Poi il funzionario ASL Valente “ha presidiato lo svolgimento delle procedure in senso favorevole ai Tarantini”.

In conclusione la sentenza parla di “un protocollo antigiuridico collaudato condiviso tra Frisullo, Tarantini e Valente in veste di esecutore cosi’ perfetto e oleato da essere esportabile all’esterno rispetto all’asse ASL Lecce – societa’ di Tarantini”. Di tale sodalizio per il giudice “non esiste dubbio che l’animatore sia Giampaolo Tarantini che ha rivelato una personalita’ priva di scrupoli, orientata costantemente al principio del do ut des” con un modo di fare “reso particolarmente efficace grazie alla conoscenza di ragazze giovani e attraenti, nel medesimo periodo coincidente con il tempus delicti relativo al presente processo, teneva sotto controllo l’ASL Lecce ma si era insinuato anche in quella barese riuscendo, altresi’, ad entrare in strettissimi rapporti anche con Silvio Berlusconi”. La differenza di pena comminata all’imprenditore sanitario, rispetto a quella per l’esponente politico, “soggetto incensurato” e’ motivata dal giudice “perche’ Frisullo ha sostanzialmente subito la spregiudicata regia di Tarantini mettendosi nelle condizioni di non poter rifiutare il coinvolgimento in attivita’ illecite sottovalutandone altresi’ la ricaduta, sul ruolo istituzionale all’epoca rivestito di vicepresidente della Regione Puglia”.

 

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