2013-3-20-tessitore

Nuovi orizzonti in tema di interculturalità si affacciano nella città di Lecce che da oggi assieme allo sportello per l’integrazione socio-sanitaria-culturale dei cittadini immigrati, si avvale anche di un centro interculturale nella sede di Palazzo Turrisi.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’amministrazione leccese, l’ambito sociale territoriale e la Regione Puglia che contribuisce ai finanziamenti. Il centro interculturale avrà due funzioni specifiche, diventando osservatorio per i matrimoni misti e laboratorio del dialogo interreligioso.

“La decisione di implementare questi due nuovi servizi” spiega il Vice sindaco Carmen Tessitore, “nasce da un’esigenza degli stessi cittadini. L’osservatorio dei matrimoni misti non avrà solo una funzione statistica ma si occuperà delle crisi di coppia e di quanto tali problemi possano ricadere sui figli. Il secondo sportello favorisce il dialogo tra le tre religioni presenti in città, ovvero le religioni musulmana, ebraica e cristiana.”

In parole povere l’obiettivo è quello di creare un luogo di integrazione tra le varie etnie e che diventi un punto di rifermento quando ci sia necessità.

“Si tratta di un’occasione importante non tanto dal punto di vista quantitativo ma dal valore simbolico.” Ha dichiarato il Sindaco Paolo Perrone. “Dal progetto Urban nato venti anni fa, abbiamo dedicato il palazzo Turrisi a Lecce che accoglie lo sportello ed è stata un’iniziativa partita in sordina perché l’esigenza di integrazione non era ancora sentita in maniera così pressante. Da allora il mondo è cambiato e in venti anni la comunità è cambiata dal punto di vista sociologico.”

Il Primo Cittadino fa riferimento al fatto che sono stati censiti nella sola Lecce, 4379 residenti extracomunitari e tale stima potrebbe essere ancora più alta, se si considera che non tutte le comunità acconsentono a fornire dati.

“Abbiamo 50 etnie.” Ha continuato il Sindaco. “E non è un caso che nella nostra giunta sia stato aggiunto il consigliere che rappresenta le nuove comunità che vivono nel nostra città.

Abbiamo migliorato le nostre esperienze, ora raggiungiamo un processo di integrazione equilibrato.”Roberta Mazzotta

 

 

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