Da dipendente ad estorsore. I carabinieri della stazione di Martano hanno tratto in arresto un cameriere 46enne di Serrano, resosi responsabile di una estorsione ai danni della titolare di un ristorante della zona: da settembre a gennaio era riuscito a spillarle 6500 euro. Qualche giorno fa l’ultima richiesta, 15mila euro, ma ha trovato ad attenderlo i carabinieri.

Le manette sono scattate ai polsi di Corrado Cecilia. La vicenda nasce il 14 gennaio 2013 quando la sig.ra F.M., nata nella Repubblica slovacca nel 1974, di Serrano di Carpignano salentino, si è presentata in caserma denunciando di essere vittima di estorsione. La stessa riferiva che Cecilia Corrado, gia’ suo dipendente, adduceva che alcuni soggetti di Bari, per suo tramite, avevano chiesto il “pizzo”, e in caso di rifiuto di pagamento, gli stessi avrebbero incendiato il locale e fatto del male ai suoi familiari. Il Cecilia, così, si faceva consegnare dalla stessa nei mesi da settembre 2012 a gennaio 2013, 6500 euro. La denunciante riferiva che il suo aguzzino aveva richiesto per il mese di febbraio 2013 la somma di € 15.000,00 da pagare come ultima rata del “pizzo”. La malcapitata vittima riferiva di aver pagato tali somme di danaro poiché sempre impaurita dalle parole di minaccia che il Cecilia riferiva di aver subito. La signora, pertanto, nella giornata di ieri, su richiesta del Cecilia avrebbe dovuto fare l’ultima consegna. E’ stato quindi predisposto un servizio in Serrano da parte dei militari della Stazione di Martano, in prossimità dell’abitazione del Cecilia, luogo in cui sarebbe avvenuto lo scambio. L’uomo è stato tratto in arresto poiché colto in flagranza di reato dopo aver ritirato una busta contenete la somma contante di € 2.000,00 consegnatagli qualche istante prima dalla vittima a titolo di acconto a fronte della richiesta di € 15.000,00. Nel corso dell’immediata perquisizione locale, i militari hanno sequestrato un manoscritto predisposto dal Cecilia da far firmare alla vittima al fine di giustificare quale prestito la somma estorta, nonché un telefono cellulare utilizzato dall’autore del reato. La somma è stata restituita alla vittima. Il 47enne dopo le formalità di rito è stato associato alla Casa Circondariale di Lecce.

 

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