CRONACA_mediciNon ha sciolto i dubbi l’autopsia eseguita nelle scorse ore sul corpo di Vittorio Marchello, il pensionato di 70 anni, di Lizzanello, deceduto per un arresto cardio-circolatorio lo scorso 5 marzo all’interno dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Il medico legale Roberto Vaglio, affiancato dal cardiologo Giacinto Pettinati, nel corso dell’esame autoptico, ha prelevato il cuore e ha eseguito una serie di prelievi e ora i campioni verranno analizzati al microscopio in laboratorio. Era presente anche un consulente nominato dalla famiglia dell’anziano, il medico legale Francesco Faggiano e il perito dei medici, il medico legale Alberto Tortorella. Per la morte di Marchello il sostituto procuratore Stefania Mininni ha iscritto i nomi di nove medici dell’ospedale “Vito Fazzi” con l’accusa di omicidio colposo, in servizio presso il Pronto Soccorso e i reparti di Cardiologia ed Emodinamica, il decesso di Marchello arrivò in maniera del tutto inattesa. Il paziente si trovava ricoverato presso il nosocomio leccese e poco prima della sua improvvisa dipartita aveva telefonato alla moglie consigliandole di raggiungerlo non appena fosse passato il medico per il controllo di routine. Pochi istanti dopo, però, sopraggiunse il decesso dell’anziano tra l’incredulità generale. Le figlie dell’uomo, Donatella e Simonetta, appena appresa la notizia della morte del padre, decisero di raggiungere la caserma dei carabinieri di Lizzanello per sporgere denuncia, assistiti dall’avvocato Francesco De Giorgi. Dal loro racconto emergono gli ultimi giorni di vita di Marchello. L’anziano sarebbe stato accompagnato al “Fazzi” domenica 3 marzo lamentando forti dolori al petto e facendo temere un principio di infarto. I primi accertamenti esclusero tale ipotesi anche se i sanitari optarono comunque per il ricovero di Marchello nel reparto di Emodinamica. A distanza di soli due giorni, poi, l’improvviso decesso del 70enne. Acquisita la raccolta dei familiari, il pm Mininni ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e l’autopsia sull’uomo con le prime iscrizioni, come atto dovuto, sul registro degli indagati.

F.O.

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