Si avvia al rush finale il processo in corte d’assise a Taranto per l’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa il 26 agosto del 2010 ad Avetrana, paese al confine tra le province di Taranto e Lecce. Domani e dopodomani ultime arringhe della difesa: domani, infatti, parlera’ l’avvocato Nicola Marseglia e martedi’ l’avvocato Franco Coppi, entambi difensori di Sabrina Misseri, accusata insieme alla madre, Cosima Serrano, di aver prima sequestrato la cugina Sarah, eppoi di averla uccisa in un pomeriggio in cui le due ragazze, insieme con una loro amica, sarebbero dovute andare a mare. Sarah, per l’accusa, sarebbe stata uccisa in un arco orario compreso fra le 14.10 e le 14.20 del 26 agosto. E descrivendo nella requisitoria l’azione delle due donne, il pm Mariano Buccoliero ha detto: “Una la teneva, l’altra la strangolava”. Movente dell’omicidio, secondo l’accusa, la gelosia di Sabrina verso Sarah, ritenuta dalla cugina troppo vicina a Ivano Russo, un giovane di Avetrana che piaceva molto alla stessa Sabrina. Per il delitto, il pm ha chiesto la condanna all’ergastolo per Sabrina e per la madre, entrambe detenute a Taranto e accusate di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona ed occultamento di cadavere. Nove anni, invece, sono stati chiesti per Michele Misseri, padre di Sabrina, che risponde solo di occultamento di cadavere anche se nell’ultimo anno e’ tornato insistentemente ad autoaccusarsi del delitto cercando cosi’ di scagionare la figlia e la moglie. Nel processo in corso a Taranto in corte d’assise per l’omicidio di Sarah Scazzi si e’ costituito in giudizio anche il comune di Avetrana, per un lungo periodo di tempo alla ribalta mediatica a seguito dell’enorme clamore che il caso suscito’. Il Comune ha chiesto un risarcimento per danni di immagine per 300mila euro. Ben piu’ alta, invece, la richiesta avanzata dagli avvocati di parte civile della famiglia Scazzi: 33 milioni di euro con una provvisionale immediatamente esecutiva di 300mila euro. La maggior parte delle richieste (27 milioni) e’ a carico dei tre imputati principali: Sabrina Misseri, Cosima Serrano e Michele Misseri. Sei milioni di euro, invece, sono stati chiesti come risarcimento danni agli altri due imputati di concorso in soppressione di cadavere e cioe’ il fratello di Michele, Carmine Misseri, e il nipote Cosimo Cosma, per i quali l’accusa ha chiesto otto anni . Una richiesta di risarcimento l’ha avanzata pure la romena Maria Ecaterina Pantir, ex badante di casa Scazzi: e’ di 250mila euro alla sola Sabrina Misseri che risponde di calunnia. Assoluzione per Cosima Serrano e per suo marito Michele Misseri. Ecco le richieste avanzate dalla difesa nelle precedenti udienze del processo in corte d’Assise per l’uccisione della 15enne Sarah Scazzi ad Avetrana. Chiedendo l’assoluzione della mamma di Sabrina, gli avvocati Franco De Jaco e Luigi Rella hanno affermato: “Cosima Serrano e’ innocente e va assolta da tutte le accuse perche’ non ci sono prove a suo carico”. A fronte di accuse pesanti, Cosima non ha mai replicato avvalendosi della facolta’ di non rispondere dinanzi ai diversi magistrati (il gip Martino Rosati, il gup Pompeo Carriere, la corte d’assise presieduta dal giudice Cesarina Trunfio) dinanzi ai quali e’ comparsa. Eppure, nei confronti della mamma di Sabrina, destinataria di una richiesta di condanna all’ergastolo, sono via via emersi elementi che le attribuiscono un ruolo attivo il giorno dell’omicidio, il 26 agosto del 2010. Cosima nelle varie interviste televisive ha sempre detto che quel pomeriggio dormiva e che si alzo’ soltanto attorno alle 16 per andare dalla sorella Concetta, mamma di Sarah, per dare il suo contributo alle ricerche della nipote. Tesi poi smentita da alcune deposizioni e da una consulenza telefonica dei carabinieri del Ros. E l’assoluzione la difesa ha chiesto anche per Michele Misseri. “Sulla soppressione del cadavere – ha detto il suo avvocato Luca Latanza – Michele a volte e’ stato preciso, altre volte no e in ogni caso nel dibattimento non e’ stata acquisita alcuna prova circa la sua effettiva colpevolezza. Michele Misseri va creduto in blocco oppure assolto. E se e’ ritenuto credibile, il processo ha ben altra storia”. Da aggiungere che nei confronti di Michele Misseri nei giorni scorsi il Tribunale della liberta’ ha rigettato la richiesta di revoca dell’obbligo di dimora ad Avetrana. Per i giudici, Misseri puo’ ancora compiere atti illeciti e quindi non puo’ allontanarsi da Avetrana, ne’ uscire da casa nell’arco orario compreso fra le 19 e le 7. Terminate le ultime arringhe della difesa, ci sara’ spazio ancora per eventuali repliche dopodiche’ la corte d’assise si riunira’ in camera di consiglio. La sentenza sul delitto Scazzi e’ attesa intorno all’8-10 aprile.