Slide_tribunale-processoDi F.O.

Una perizia sui telefonini di alcuni degli indagati finiti nei guai nel gennaio scorso nell’ambito dell’operazione “The Town”, con cui i carabinieri della Compagnia di Maglie smantellarono un presunto sodalizio specializzato in rapine e nello spaccio di droga. La consulenza è stata disposta dal sostituto procuratore Francesca Miglietta, pm titolare dell’indagine, ed è stata affidata all’ingegnere informatica Luigina Quarta. L’esperto, nominato dalla Procura, dovrà estrarre dai telefonini tutto quanto contenuto sia sulle sim card che sulle memoria dei cellulari in modo tale da poter rilevare anche eventuali dati cancellati. La perizia servirà anche per risalire a tutti gli sms ed mms presenti ed alle telefonate in entrata ed in uscita dalle utenze in uso ad alcuni degli indagati. Il consulente tecnico avrà trenta giorni per depositare la propria perizia, salvo proroghe che il pubblico ministero potrebbe disporre. Insomma, nella delicata inchiesta, la Procura non vuole tralasciare alcun particolare per comprendere quanto fosse vasto il giro di affari illeciti imbastito dal gruppo di giovani banditi. La gang, hanno accertato le indagini, era composta da Giuseppe Castelluzzo, 32enne leccese, Carlo Chiarillo, 26 anni, di Gagliano del Capo, Vito William Gravante, di 32, Daniele Marra, di 26, Antonio Rollo, di 25, Marco Sabato, di 24 e Alberto Vincenti, di 22, e dai fratelli Giuseppe e Martino Stasi, rispettivamente di 22 e 24 anni, tutti di Ruffano. La specialità del sodalizio sarebbe stata rappresentata, almeno all’ inizio, dalle rapine; assalti con armi spianate contro i gestori ed i clienti di tabaccherie e supermercati, imbracciando persino armi da guerra, come in occasione del raid, poi sfumato, ai danni del furgone portavalori in arrivo all’ ufficio postale di Carpignano Salentino il 2 aprile scorso. Gli introiti accumulati con le rapine, poi, avrebbero consentito al sodalizio di reinvestire denaro fresco per avviare il business dello spaccio grazie ad una corsia preferenziale avviata sull’asse Ruffano-Lecce. Dopo una serie di rapine, infatti, Martino Stasi riferisce al fratello Giuseppe nel corso di una visita in carcere: “Ora sto spacciando alla grande”. Gli arrestati sono difesi dagli avvocati Walter Gravante, Cosimo Rampino, Silvio Caroli, Vincenzo Del Prete, Alfredo Cardigliano, Giuseppe De Luca e Giancarlo Zompì.

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