2013 3 23 renato militoHa ottenuto gli arresti domiciliari Renato Milito, il 61enne originario di Trepuzzi, finito in manette nella tarda serata di venerdì con l’accusa di furto aggravato e ricettazione per aver fatto una “strage” di ulivi secolari. L’uomo, difeso dall’avvocato Massimiliano Petrachi, ha confessato il furto di legna per un uso esclusivamente personale giustificando la sua azione per contingenti motivi economici. Il gip Simona Panzera ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare dei domiciliari nonostante il pm Carmen Ruggiero avesse chiesto la misura più afflittiva della detenzione carceraria. Sul presunto complice che era con lui al momento dell’arresto non gli sono state formulate domande. Milito, e questa seconda persona non ancora identificata, a bordo di un furgone Transit rubato poche ore prima a Spongano raggiunse un uliveto di proprietà della Provincia di Lecce fra Squinzano e Casalabate, in località “Badessa” e riuscì a trafugare legna per un peso complessivo di 20 quintali. I due ladri, però, furono sorpresi dall’arrivo delle guardie giurate della Sveviapol e finì in manette con il successivo intervento dei carabinieri. Renato Milito è il papà di Salvatore Milito, il 41enne condannato per droga, accusato anche del tentato omicidio di Luca Greco e Marino Manca, avvenuto a Squinzano lo scorso settembre.

F.O.