2013 3 26 torre-veneri,-canali-1E’ stato lo stesso Esercito a dare il via agli interventi di rimozione dei sedimenti che ostruiscono le foci a mare dei canali di bonifica presso l’area militare di Torre Veneri. Lo comunica l’Assessore Andrea Guido il quale si ritiene soddisfatto per la grande sensibilità dimostrata dagli alti gradi dell’arma.

“Un’ area dal così alto valore naturalistico e paesaggistico – fa sapere Guido – lembo di terra tra Frigole e San Cataldo che si affaccia sull’Adriatico, incastonato nei 160 ettari di zona SIC, sito di notevole pregio naturalistico che confina a nord con il Parco di Rauccio e, a sud, con la riserva naturale delle Cesine, al di là di tutte le problematiche sollevate anche a livello nazionale negli ultimi mesi e legate all’utilizzo o meno dell’uranio impoverito, merita di essere salvaguardata in ogni suo aspetto. Con questo intervento volto al ripristino della funzionalità idrauliche dei canali di bonifica esistenti sull’area militare si sono evitati enormi rischi per la salvaguardia delle risorse naturali della zona. Se l’Esercito non avesse proceduto alla rimozione dei detriti accumulatisi in corrispondenza degli sbocchi al mare dei canali e dovuti al naturale moto ondoso – conclude Guido – si sarebbe verificato il ristagnamento di tutte le acque degli stessi canali con probabili ulteriori inconvenienti di carattere idrogeologico e un conseguente incremento della presenza delle zanzare nel corso dell’estate. E’ per questo che colgo l’occasione per ringraziare il Generale Godio per l’estrema sensibilità dimostrata e per l’attenzione rivolta agli aspetti più propriamente ambientali conseguenti all’attività del poligono”.

Grazie alla collaborazione posta in essere tra il Comune e le Forze Armate, inoltre, il Dipartimento Veterinario dell’ASL Lecce, ha predisposto le analisi marine e terrestri da effettuarsi sull’area del Poligono e tese ad individuare le eventuali conseguenze scaturite dalla grande quantità di munizioni utilizzate per le esercitazioni. Le analisi biologiche, concordate con i tecnici dell’Assessorato all’Ambiente, saranno eseguite su alcuni campioni di molluschi, unica specie ad abitare in maniera stanziale i fondali di pertinenza del Poligono. I pesci che popolano il mare Adriatico, infatti, difficilmente risultano occupare determinate aree marine in maniera continuativa. Un’analisi condotta su esemplari ittici sarebbe stata poco indicativa dell’effettiva situazione.

 

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